Caro Direttore, mi è del tutto facile associarmi alle più che sacrosante lamentele dei componenti della nobile confraternita di Piazza Orange. Non foss’altro perché abito anch’io – da circa 12 anni – in un appartamento che si affaccia sulla “ridente” ? (mah…i loculi marmorei ed aridi che adornano la recente fontana sonora (per adesso, e mi auguro, per sempre) muta di acque e di note fastidiosissime sino ad orari poco cristiani non suggeriscono, di primo acchito, l’aggettivo “ridente”…) Piazza Orange.
Concordo, dicevo, con le più che sensibili esternazioni che riguardano la eiaculazione di tombini luridi e flatulenti; non posso non rilevare la cristiana attenzione per l’assenza di parcheggi riservati ai disabili (come fratello di un portatore di handicap recentemente scomparso sono molto partecipe alla problematica).
Qualche dissenso, però, per evitare ipocrisie devo pur manifestarlo.
L’Associazione lamenta che i parcheggi liberi siano TUTTI occupati da impiegati che vanno al lavoro negli Uffici vicini. Innanzitutto ciò costituisce un palese attacco al Governo in carica e, in particolare, al più amato dei Ministri: l’On. Renè Brunetta. Com’è infatti noto a TUTTi gli impiegati pubblici si limitano (talvolta, neppure sempre) a firmare il foglio di presenza e poi, magari, si recano a far compere. Forse, e qui devo convenire con la “Confraternita”, forse vanno a far spese altrove….
Ma in questo caso a me viene in mente che, nella mia – oramai – lontana giovinezza anch’io acquistavo jeans e pantaloni di velluto a coste (Oh, mitici anni ’70) a 5.000 Lire mentre nelle neo-nate boutiques si trovavano a 50.000 lire. Mi pare di rilevare che tale (sicuramente ingiusto) “gap” di prezzi si sia ormai allineato addirittura a quelli di Via Montenapoleone a Milano. Poi è ben nota a tutti i cittadini e, potenziali, consumatori reggini la ben nota cortesia (nei paesi anglosassoni si direbbe attenzione per la customer satisfaction) dei commercianti dell’area in parola. Basta affacciarsi dal balcone per vedere con quanta diligenza sistemano scatolini di cartone, sedie, motorini e moto, scalette (mi duole molto di non aver visto “cavalli di frisia” o rotoli di filo spinato: non vorrei fosse una implicita, tacita, ma dura critica al Ministro on. La Russa) che costellano sia i parcheggi “liberi” (nominalmente) che quelli rigati di blu. Essi certamente, lo fanno per facilitare l’accesso davanti alle porte dei loro esercizi commerciali assediati da folle di clienti attratti dalla cortese affabilità nonché dalla accattivante politica commerciale degli esercenti della zona.
Concludendo, non posso far altro che unire la mia flebile voce al potente Coro della nobilissima Associazione.
Sandro Maria Velardi




