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Home CITTA Reggio Calabria

Reggio: Tripodi (Pdci) replica all'Aiop

19 Novembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Una reazione che considero sproporzionata e ingiustificata”. Così l’Assessore all’Urbanistica e governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, replica alla nota con cui l’Aiop ha giudicato “scoraggianti  e maldestre” le recenti dichiarazioni rilasciate dai tre rappresentanti della sinistra, De Gaetano, Scarpelli e lo stesso Tripodi sui problemi della sanità calabrese. “Personalmente – afferma l’assessore regionale del Pdci – giudico  assurda la presa di posizione dell’Aiop e, affinchè l’opinione pubblica possa avere piena conoscenza della reale situazione della sanità calabrese, non mi rimane che ribadire e confermare quanto ho già detto”. “Per quanto mi riguarda – spiega Tripodi – quando si affronta un piano di rientro per risanare il disavanzo della sanità calabrese, non c’è dubbio che debbano essere colpite tutte le spese inutili, tutti gli sprechi, tutte le sacche di privilegio che si sono determinate all’interno del sistema, siano esse pubbliche o private. Se, invece, qualcuno immagina che il ripianamento del debito debba riguardare solo la sanità pubblica, pensando che la sanità privata debba essere una sorta di santuario intoccabile, è fuori strada. Non è immaginabile, infatti, che si parli di chiudere ospedali pubblici, ma non si parli di chiudere cliniche private”. L’assessore regionale, inoltre, sottolinea quello che a suo avviso è un aspetto fondamentale “per indirizzare nei giusti binari i termini della discussione”. “Ricordo a tutti, Aiop compresa, che la Calabria – prosegue Tripodi – è la seconda regione italiana dopo il Lazio per presenza della sanità privata. Il trenta per cento del fondo sanitario regionale, infatti, viene utilizzato proprio per la sanità privata in tutti i suoi comparti. Non c’è dubbio, quindi, che se il trenta per cento di spesa va verso il privato e se la spesa ha prodotto questo livello di inefficienza che conosciamo, per cui più si spende e meno sono i diritti e i servizi per gli ammalati, c’è un problema che riguarda anche la sanità privata che evidentemente non ha dato prova di efficienza e di qualità, come invece ci si sarebbe dovuto aspettare. I cittadini devono sapere fino in fondo come stanno le cose – aggiunge Michelangelo Tripodi –: la verità è che in Calabria, siamo di fronte ad un privato che agisce nelle situazioni più comode e più facili, sostanzialmente laddove si possono ottenere più profitti, più rendimenti economici e, ovviamente, dove ci sono meno spese. Non si vede mai un privato, ad esempio, che investe su servizi ad alto costo, perché preferisce dedicarsi esclusivamente ad offrire servizi e prestazioni ad altissimo rendimento economico, che danno di conseguenza sostenutissimi DRG, cioè le tariffe con cui vengono pagate le prestazioni sanitarie”. Un privato che, secondo l’assessore regionale, “si muove, dunque, generalmente seguendo solo la logica del profitto, del maggiore guadagno possibile”. “Noi riteniamo invece – specifica ancora Michelangelo Tripodi – che le spese della sanità debbano muoversi su un’altra logica: non quella del profitto ma quella diretta a  garantire al massimo la tutela della salute e dei diritti dei cittadini. Questa deve tornare ad essere la priorità della spesa sanitaria”. “Sono convinto – conclude l’assessore regionale – che pur spendendo meno ma spendendo meglio, si possano dare ai calabresi risposte sanitarie più qualificate e più efficaci. E’ questo che a noi interessa ed è quello che conta. Altre cose non ci riguardano. Quello che ci preme veramente è come impegnarci tutti per rilanciare e riformare il servizio sanitario, per restituire ai cittadini un diritto che oggi non c’è, spendendo meglio le risorse e dando assoluta priorità al sistema sanitario pubblico”.

 

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