”Noi medici siamo particolarmente preoccupati perche’ non capiamo a chi interessa screditare la sanita’ siciliana, ed in particolare i medici di famiglia accusandoli di truffa”. Lo dice il vicepresidente dell’ordine dei medici di Catania, Giansalvo Sciacchitano, dopo la vicenda dei 51 mila pazienti morti per cui i medici di base percepivano le indennita’. ”Si ritorna – aggiunge Sciacchitano – su una vicenda che era stata gia’ ampiamente chiarita qualche mese fa dal direttore generale della Ausl catanese, Antonio Scavone. Non emergeva dalle precisazioni del direttore Scavone alcuna responsabilita’ dei medici. Parlare di truffa alla sanita’ ed addossarne la responsabilita’ al medico di famiglia e’ paradossale. In una truffa, infatti, vi e’ un truffatore ed un truffato: qui e’ la Regione che ‘truffa’ se’ stessa, in quanto paga in base a dati che i suoi stessi uffici forniscono tramite l’anagrafe dei comuni. Il medico e’ soggetto passivo di tali operazioni: infatti non viene pagato in base a elenchi da lui presentati ma in base a dati che vengono elaborati dagli uffici”. ”In questa vicenda il medico viene danneggiato due volte, come immagine ed anche finanziariamente – conclude – i pazienti defunti che gli vengono caricati vanno a formare il suo massimale. Quando gli verranno detratti, in base agli accertamenti, i contributi precedentemente ricevuti avra’ perso l’equivalente quota di assistiti nuovi per raggiungere il suo massimale. Poiche’ la Regione recuperera’ dai medici i soldi che essa stessa erroneamente aveva versato, l’unico a rimetterci sara’ il medico ingiustamente accusato di truffa. Insomma, oltre ai danni morali e materiali anche la beffa”. (ANSA).




