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Home CITTA Reggio Calabria

San Lorenzo: acqua. Cittadini chiedono rimborso canone

4 Novembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Al Sindaco

del Comune di San Lorenzo

 

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 335 del 10 ottobre 2008, ha definitivamente stabilito che la quota della bolletta destinata alla depurazione non deve essere pagata dai cittadini, se nel Comune di residenza non sono attivi i depuratori per le acque reflue, in quanto la tassa di depurazione non è un tributo ma un corrispettivo di un servizio erogato e se l’Amministrazione lo fa pagare viola l’articolo 3 della Costituzione, in quanto discrimina chi paga la tariffa senza ricevere in cambio il servizio.

 

 Siccome in tutto il territorio comunale non esistono o non sono funzionanti gli impianti di depurazione,

 il Comitato invita l’Amministrazione comunale a voler provvedere nel più breve tempo possibile a restituire le somme percepite indebitamente e rideterminare gli importi per i pagamenti non ancora eseguiti, senza costringere i cittadini ad estenuanti azioni legali che, oltretutto, avrebbero ripercussioni nefaste per le già esigue finanze comunali.

 

Si fa presente che il Comitato per i Diritti di San Lorenzo già nel luglio 2006 aveva fatto affiggere un manifesto nel quale faceva presente all’Amministrazione comunale che i cittadini-contribuenti non erano tenuti a pagare la tassa della depurazione ove il servizio non era corrisposto, prefigurandosi una violazione di legge per un possibile indebito arricchimento da parte dell’Ente. 

Il Comitato, allora, aveva invitato i cittadini ad inoltrare i ricorsi presso le sedi competenti, avverso l’avviso di pagamento del canone di acqua potabile non dovuto, per ottenere il rimborso delle somme già pagate e decine di ricorsi vennero inviati.

 

Ma l’Amministrazione comunale, con un avviso pubblico a firma del capo area del settore economico-finanziario, ha dichiarato che non avrebbe preso in considerazione quei ricorsi che contestavano la tassa di depurazione non dovuta e li avrebbe relegati al rango di semplici comunicazioni, facendo intendere che poteva essere perseguito a termine di legge chiunque voleva esporre “qualunque tipo di problema nascente sul tributo del servizio idrico”.

 

Noi, oggi, vogliamo evitare che si inneschi un contenzioso – che non giova a nessuno – tra il Comune ed i cittadini, che non chiedono di essere esonerati dal pagamento delle bollette, ma intendono soltanto avere il rimborso delle tasse ingiustamente pagate. 

 

Ed attendiamo una risposta, nei modi e nei termini previsti dalla legge, altrimenti saremo costretti a far valere i diritti dei nostri cittadini-contribuenti nelle sedi competenti.

 

Il Presidente del Comitato

Saverio Zuccalà

 

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