Riceviamo e pubblichiamo:
Le peripezie degli aliscafi (anzi di uno solo perché dell’altro nemmeno l’ombra) non cessano di concludersi. Si diceva che le attese relative ai pezzi di ricambio del Tindari si sarebbero dovute concludere proprio venerdì, ma in realtà poco o nulla è cambiato. Con l’aggettivo “poco” intendo riferirmi all’esperimento, ormai tramontato definitivamente, di sostituire la corsa mattutina molto frequentata delle 7.35 con l’impiego della nave bidirezionale “Fata Morgana”; un esperimento nato già fallito che ha dimostrato la scarsa lungimiranza della dirigenza di Bluvia-Rfi. Una nave che impiega quasi un’ora per fare una traversata di soli 20 minuti (35 col nostro amico aliscafo), con un consumo di gasolio enorme, in più con gli annessi e ormai soliti ritardi hanno fatto passare a molti pendolari la voglia di partire dal porto di Reggio, creando così un ulteriore disagio per tutti coloro che volenti o nolenti la mattina devono giungere in orario a Messina.
Stamattina si è verificata un’altra delle beffe che ci stanno accompagnando ormai da tempo: corsa delle 8.25, aliscafo pienissimo e un folto gruppo di pendolari che, dopo il passeggero numero 300, restano a terra con la rabbia che monta. Ironia della sorte, le forze dell’ordine erano lì presenti sin dai primi momenti dell’imbarco. Sarà stato un segno del fatto che Rfi era consapevole di come sarebbero andate le cose? Sarà che temeva che la protesta potesse riaccendersi nuovamente? Non lo sappiamo con certezza, ma sta di fatto che invece di risolvere i problemi alla radice, ci si ostina a perseverare mentre i viaggiatori subiscono ormai da mesi questo stato di cose, e Bluvia resta sempre sorda ad ogni richiamo, inerte ed immobile come se potesse contare su una certa impunità! Così non deve essere. L’ira dei giusti, come l’abbiamo già definita, potrebbe tornare ancora un’altra volta; Rfi non sta facendo altro che buttare benzina sul fuoco!
Altra chicca di stamattina, parlo da pendolare che è riuscito a saltare sull’aliscafo in extremis: all’arrivo a Messina un gruppo di passeggeri che scendevano per ultimi, tra cui anche il sottoscritto, sono stati invitati dal personale di bordo a nascondersi fuori poiché la capitaneria di porto stava verificando l’effettivo numero di persone imbarcate a Reggio, in caso di sovrannumero sarebbe stata comminata forse alla società o ai dipendenti stessi una multa di 400€ per ogni persona per un totale di più di 2.000€. Sappiamo tutti che è particolarmente duro fare il proprio lavoro in condizioni davvero difficili come queste e far ricadere la colpa sul personale sarebbe stato ingiusto… ma, credeteci, per una volta avremmo voluto farla davvero pagare ai signori di Bluvia!
Ricordo che è ancora possibile firmare la petizione online per l’Area metropolitana dello Stretto, appena raggiungo un numero consistente lo consegneremo a tutte le autorità. http://firmiamo.it/oltrelemergenza
Antonio Sgrò, dirigente comunale Azione Giovani




