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Home CITTA Reggio Calabria

Labate: anche le corse clandestine

22 Ottobre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 1 minuti
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cavalli.jpg
di Claudio Cordova – Antonino Labate, arrestato nella notte dalla Guardia di Finanza, è considerato dagli inquirenti il reggente dell’omonima cosca, operante a Reggio Calabria, nella zona sud, in particolare nel quartiere Gebbione. Labate, latitante, fuggiva proprio dall’ordinanza di custodia cautelare

 denominata “Gebbione”, disposta dal Gip Natina Pratticò nella seconda metà del 2007, su richiesta del pubblico ministero Antonio De Bernardo. 

Una massiccia inchiesta, 55 indagati in tutto, che inchiodava diversi elementi della cosca Labate, nonchè parecchi soggetti ad essa collegati a vario titolo.

Tra intimidazioni, minacce, estorsioni e corse di cavalli si tratteggia la figura di spicco di Antonino Labate, 58 anni.

L’associazione mafiosa, contestata ad Antonino Labate e a gran parte degli indagati, si avvaleva di un meccanismo ben collaudato che giocava sull’utilizzo di alcuni prestanomi a cui venivano attribuite attività commerciali (bar, macelleria, centro di distribuzione all’ingrosso) ubicate prevalentemente nel Viale Aldo Moro, fulcro del quartiere Gebbione, gestito dalla consorteria mafiosa, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

Giravano tanti soldi.

Come documentato dai magistrati, una grossa quantità di denaro, infatti, veniva incamerata attraverso le corse clandestine di cavalli, spesso maltrattati, dopati con Finadyne, Tilcotil (anti-infiammatori), Bentelan, Nasonex (che incidono sul sistema respiratorio), ma anche con bicarbonato di sodio ed Eritropoietina (per migliorarne le prestazioni agonistiche), senza che gli equini potessero disporre dell’attenzione di un veterinario.

Su tali attività, infatti, svolte a Reggio Calabria e Messina fino all’ottobre 2006, era possibile scommettere, in modo tale da fornire un sicuro e massiccio indotto alla consorteria mafiosa.

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