Stralciare le disposizioni relative al ruolo dei segretari comunali nei piccoli comuni dal provvedimento su “sviluppo economico, semplificazione e competitivita’”, approvato dalla Camera e presto in discussione al Senato. E’ la richiesta del segretario della Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, Doris Lo Moro (Pd), che condivide la richiesta emersa stamani a Lamezia Terme nel corso di un incontro-dibattito promosso sull’argomento dall’Unione segretari comunali e provinciali della Calabria. “La posizione dell’Unscp – dice – va sostenuta. La norma che impone ai comuni con meno di 5.000 abitanti di scegliere un unico segretario comunale e’ irrazionale. La battaglia dei segretari comunali su questo aspetto – afferma la parlamentare del Pd – e’ largamente condivisibile. Non si tratta di tutelare gli interessi di una singola categoria, ma e’ in discussione un sistema organizzativo che ha forti implicazioni sulla correttezza amministrativa dell’azione dei comuni. Ben venga il ripristino dei controlli di legittimita’, ma questo obiettivo non puo’ essere perseguito con un provvedimento estemporaneo e contraddittorio, che amplia le responsabilita’ dei segretari comunali attribuendo loro nuove funzioni, ma ne estende anche la competenza su un maggior numero di amministrazioni, imponendo a gruppi di almeno quattro comuni di affidarsi ad una segreteria unificata. Questo rendera piu’ difficile se non impossibile l’espletamento dei compiti assegnati. Si tratta di attivita’ che una sola persona, vista la complessita’ della materia, non potrebbe svolgere in riferimento ad un numero di enti cosi’ elevato”. A giudizio della parlamentare, inoltre, “questo provvedimento, cosi’ come altre decisioni, fa emergere l’atteggiamento ambiguo di un governo che da una parte afferma di voler esaltare le autonomie locali responsabilizzandole con il federalismo fiscale, e dall’altra ne comprime l’autonomia, impedendo alle singole municipalita’ di decidere il loro assetto o, come nel caso della riforma Gelmini, imponendo alle Regioni il ridimensionamento della rete scolastica in base a parametri predeterminati”. Secondo Doris Lo Moro, l’articolo sui segretari comunali penalizza in particolare le regioni del Mezzogiorno. “In Calabria, ad esempio, – spiega – i comuni fino a 5.000 abitanti rappresentano il 79,5% del totale, contro una media nazionale del 71% e del 68% della media delle regioni del Mezzogiorno. L’eventuale permanere dell’orientamento del governo, quindi, non consentendo al segretario comunale l’effettivo svolgimento delle funzioni assegnategli, rappresenterebbe una seria ipoteca sul funzionamento dei Comuni i quali vedrebbero venir meno un supporto costante alla loro attivita’. Le ripercussioni sulla qualita’ dei servizi sarebbero molte e tutte di segno negativo proprio in quelle aree del paese in riferimento alle quali l’esigenza di una buona amministrazione e’ almeno formalmente condivisa da tutti”. A giudizio di Doris Lo Moro, “ci sono ragioni sufficienti affinche’ il Senato proceda allo stralcio delle disposizioni in questione, e la materia possa essere trattata, in un contesto piu’ appropriato, dopo gli opportuni approfondimenti, nell’ambito della riforma piu’ complessiva delle autonomie locali”. (AGI)




