Dopo 21 mesi arriva la richiesta di rinvio a giudizio dei due indagati per la collisione avvenuta alle 17.53 del 15 gennaio del 2007 nelle acque dello Stretto tra la nave veloce “Segesta Jet” di Bluvia e la portacontainer “Susan Borchard”, battente bandiera di Antigua e Barbuda, ma che ha coinvolto, indirettamente, anche il traghetto “Zancle” della Caronte&Tourist. Un impatto tragico che provoco’ la morte dei quattro membri d’equipaggio e il ferimento di cento passeggeri del mezzo veloce Bluvia. Si tratta del comandante ucraino della “Borchard”, Maksym Poludnyev e di Francesco Donato, comandante del “Zancle”. Sono entrambi ritenuti responsabili dai sostituti procuratori Angelo Cavallo, Francesca Ciranna e Vito Di Giorgio, che hanno coordinato la complessa indagine, affidando una perizia ai professori Enzo Dalle Mese e Giuseppe Ruggiero, all’ammiraglio Manlio Rittore ed al capitano Andrea Bocchieri. L’udienza preliminare e’ fissata per il 15 dicembre davanti al Gup Daria Orlando. A Poludnyev vengono contestati i reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, in quanto, pur avendo la sua nave il diritto di precedenza, non avrebbe ridotto la velocita’ e quindi cercato di attuare una manovra di emergenza. Donato, invece, pur avendo raccolto per primo il “May Day” avrebbe omesso di prestare soccorso, eludendo anche qualsiasi contatto con la Capitaneria di porto di Messina. Nella collisione persero la vita il comandante Sebastiano Mafodda, ritenuto anche lui responsabile della collissione, il direttore di macchina Marcello Sposito, il motorista Domenico Zona ed il marinaio Palmiro Lauro. Dalla perizia tecnica e’ emerso come proprio il comandante Mafodda non si sarebbe accorto che stava entrando in rotta di collisione con la portacontainer e che il comandante ucraino, ritenendo di avere la ptrecedenza, non avrebbe fatto nulla per evitare l’impatto. Secondo i consulenti della Procura il “Segesta Jet” avrebbe dovuto accostare a dritta dopo aver superato la poppa della “Zancle”, mentre la “Susan Brochard” avrebbe dovuto e potuto fare aanche “macchina indietro tutta” per evitare comunque la collisione. Ad avvalorare questa tesi anche l’informativa della guardia costiera. La nave veloce di Bluvia era partita dal porto di Reggio Calabria alle 17.30 ed era diretta a Messina con 151 persone a bordo piu’ sei membri di equipaggio. (AGI)




