Prosegue l’attività operativa della Polizia di Stato nel campo del bracconaggio. Nel corso di specifici servizi predisposti per la prevenzione e la repressione delle violazioni della normativa sulla caccia, le “volanti” hanno effettuato numerosi servizi di monitoraggio in zone collinari di questo centro cittadino alla ricerca di strumenti illegali solitamente utilizzati da cacciatori per attirare le loro prede. Sono state monitorate diverse zone della frazione Cannavò e Vinco di Reggio Calabria ottenendo risultavi positivi in quanto l’attività espletata ha consentito di rinvenire e sequestrare nr. 3 richiami acustici comprensivi di tutta l’apparecchiatura elettronica utilizzata per farli funzionare. L’efficace attività di prevenzione ha consentito anche di individuare una persona colta mentre svolgeva questo tipo di attività venatoria illegale di bracconaggio. Nella Foce del Torrente Sant’Agata, località Sorgente, infatti, personale delle “volanti” ha colto in flagranza Piero Vigliarolo, classe 1956, con precedenti specifici e per reati contro il patrimonio, nonché numerosi altri precedenti di polizia. Lo stesso è stato sorpreso mentre manovrava una rete “prodina” per la cattura di volatili attraverso l’uso di richiami. Vigliarolo è stato denunciato in stato di libertà per esercizio di uccellagione, detenzione di uccelli soggetti a tutela e maltrattamento di animali. In questo periodo dell’anno l’esercizio di questo tipo di bracconaggio è purtroppo diffuso poiché è fiorente il mercato clandestino di specie protette. Nell’ambito dell’operazione è stata sequestrata l’attrezzatura utilizzata per l’attività illegale, come la rete, m. 20 di cordina e relativi pali e picchetti, mentre gli uccelli utilizzati come richiami “vivi” sono stati affidati in custodia giudiziale alle Guardie Zoofile.




