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Arresti Piana, Rifondazione Comunista: “Forza Italia e Udc non hanno nulla da dire?”

16 Ottobre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

Scusate se insistiamo sulla vicenda degli arresti di Gioia Taurino e di Rosarno, ma evidentemente riteniamo la rottura del legame mafia-politica l’elemento cardine su cui riscattare la democrazia calabrese, il fattore decisivo su cui ricostruire lo spirito pubblico di questa terra. Da qui, la necessità che tutte le forze democratiche della politica – di sinistra come di destra – assumano un atteggiamento inequivoco, non siano oscurate dal benché minimo velo di ambiguità.
Le domande, quindi, rimangono tutte sul tappeto. Forza Italia e UDC non hanno nulla da dire in merito all’indecente vicenda degli arresti di Gioia Tauro e Rosarno? Non hanno alcun commento da fare in relazione all’arresto di loro rappresentanti, di uomini delle istituzioni, perché collusi con la mafia locale? Almeno, AN – sia pure i suoi vertici nazionali e non il livello locale, che continua ad esprimere solidarietà incondizionata (sic! che tristezza!) – ha avuto il coraggio di sospendere l’ex vicesindaco di Gioia Tauro Schiavone. Almeno, il PD – condividiamo integralmente le parole di Beppe Lumia, che invita Fabio Laganà ad allontanarsi dalla politica per evitare una pur minima ombra di collusione con la mafia – ha avuto il decoro di disconoscere alcune pratiche e alcuni personaggi.
Ma FI e UDC, insistiamo? Possibile che il principale partito italiano, il partito del Presidente Berlusconi, in una vicenda che ne lede profondamente l’immagine, non trova il tempo e la voglia di dire qualcosa, sui comuni amministrati e collusi con la ‘ndrangheta (Rosarno oggi, come Seminara o Brancaleone ieri), e magari anche sul proprio vicecommissario e consigliere provinciale Gaetano Rao pesantemente coinvolto nell’indagine? Possibile che il partito che si vuole rappresentante dei valori della famiglia e del senso di responsabilità nazionale, il partito del Presidente Casini, non avverta il bisogno di dirci cosa pensa, della vicenda di Gioia e Rosarno, di Giorgio Dal Torrione, delle telefonate ambigue di Mario Tassone? Possibile che non via un qualche dirigente provinciale dei due partiti che senta il dovere di esprimere una posizione pubblica?
Noi siamo qui, risolutamente collocati sul fronte dell’antimafia e del rigetto di ogni rapporto con la ‘ndrangheta. Noi siamo qui, in attesa che tutta la politica capisca che non vi sono posizioni di mezzo, ovvero che si deve stare dalla parte della legalità e della democrazia contro la parte della mafia. Anche e soprattutto se ciò significa perdere qualche consenso elettorale, qualche incarico, qualche rapporto di potere.
E allora lanciamo una proposta, simbolica ma dal risvolto materiale, una proposta unitaria per tutti i partiti che si riconoscono nella democrazia repubblicana: sottoscriviamo un patto pubblico (e lo rispettiamo puntualmente), in cui tutti ci impegniamo a sospendere da ruoli e incarichi politici chiunque sia accusato di pesanti collusioni con la ‘ndrangheta, in cui tutti ci impegniamo a riconoscere incompatibile con la nostra attività politica qualunque connivenza con la mafia documentata dalla magistratura.
Poco garantista come proposta? Eccessivamente rigida? No, solo una misura di salvaguardia della nostra democrazia, una misura che può temere soltanto chi non è certo della propria assoluta impermeabilità alle forze della criminalità organizzata.

Il Segretario Provinciale PRC
Angelo Antonio Larosa

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