Una folla di fedeli, provenienti da tutto l’hinterland vibonese, ha partecipato a Favelloni alla cerimonia di incoronazione della Beata Vergine Maria Santissima del Lume.
La concelebrazione è stata presieduta da S.E. Mons. Alberto Tricarico, Arcivescovo emerito della Segreteria di Stato del Vaticano, con la partecipazione del parroco don Mino De Pascalis, dei sacerdoti don Giuseppe Vitaliano e don Giuseppe Florio, presenti autorità civili, politiche, militari e religiose della provincia. Assente, perché fuori sede, il vescovo mons. Luigi Renzo.
L’evento, organizzato dalla confraternita, si è svolto nella chiesa di S. Filippo d’Agira.
Il presule della Santa Sede ha sottolineato la ricorrenza con una profonda omelia invitando la popolazione ad accrescere la partecipazione verso la pratica della fede.
“Viviamo un momento non facile – ha detto, tra l’altro, Mons. Tricarico – dove la ricerca della fede in Dio e nuovi segnali di solidarietà possono contribuire ad elevare lo spirito di ognuno di noi, superando disagi e difficoltà di ogni tipo.
La manifestazione legata alla incoronazione della Beata Vergine Maria Santissima del Lume rappresenta un forte momento di comunione il cui significato non può sfuggire a nessuno.
Ecco perché occorre stringersi attorno alla parola di Dio e proclamare il nostro amore per la santa chiesa”.
Molto seguita la cerimonia dell’incoronazione. L’opera è stata fortemente voluta da una devota famiglia del luogo. “E’ un dono di grande effetto per la chiesa di Favelloni – ha dichiarato ancora Mons. Tricarico – un tesoro di rara bellezza artistica che rappresenta una straordinaria testimonianza per la popolazione locale”.
L’opera è stata prodotta dall’orafo crotonese, Gerardo Sacco.
Nella foto è possibile ammirare le corone che cingono il capo della Vergine e del Bambino, ed il lume, realizzato in oro e argento.
In particolare la corona della Madonna è composta da 12 stelle con 12 castoni e lapislazzuli, simboleggianti i 12 apostoli e le 12 stelle che cingevano il capo della Donna nella visione dell’Apocalisse di Giovanni.
Al centro della corona una fascia di puttini in festa inneggiano all’Assunzione della Vergine in cielo.
A chiusura della fascia centrale, un fascio di luce si irradia su tutto il creato, con in cima un globo smaltato blu per ricordare il pianeta terra con tutti i suoi abitanti.
In cima al globo appare una croce realizzata in lapislazzuli e jannacche; si aggiungono sfere cave in uso nella cultura arberesche. In lingua albanese il termine jannacca significa imprimere, incidere. Ecco perché lo sposo, in epoca antica, era solito regalare alla sposa queste sfere per incidere il suo amore nella sua amata.
La famiglia donatrice, attraverso le jannacche ha voluto esprimere tutta la sua devozione verso la Vergine della luce.
La corona del Bambino si differenzia dalla corona della Vergine.
La fascia che cinge il capo è senza stelle mentre appaiono stupendi i castoni con i lapislazzuli.
Da notare, infine, che assieme alla corona, è stata donata una candela in argento con all’interno una luce per indicare colei che con il figlio spiana a tutti i fedeli la strada del cielo.




