Monasterace e il Tempio dorico di Kaulonia, è stata la protagonista dell’appuntamento conclusivo di Salvalarte in Calabria. La campagna itinerante di Legambiente che da tredici anni si occupa di beni culturali e si batte per la conservazione e la valorizzazione dei tanti gioielli poco noti disseminati per lo Stivale, sta attraversando l’intero Paese per accendere i riflettori sul patrimonio culturale “dimenticato”. L’edizione 2008 di Salvalarte punta il dito su 39 opere d’arte da sottrarre al degrado ed è all’insegna della mobilità sostenibile grazie alla combinazione virtuosa treno + bici, che sono gli unici mezzi di trasporto utilizzati. Un viaggio a emissioni ridotte, che Legambiente sta percorrendo insieme alla FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Ad inaugurare questa mattina la seconda tappa calabra è stata la presentazione della guida Gioielli Ritrovati e la visita al tempio di Dorico di Kaulonia un luogo che ricorda la storica battaglia sul fiume Sagra, combattuta nel VI secolo a.C. fra le poleis di Locri Epizefiri e di Crotone. Seppur in numero esiguo, i lucresi ebbero la meglio e come narra la leggenda furono aiutati dal favore degli dei: i Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, figli di Zeus e di Leda, intervennero in soccorso di Locri. I primi insediamenti rinvenuti in quest’area risalgono alla fine dell’VIII secolo a.c.. La città, caduta poi nell’oblio, venne rinvenuta dal noto archeologo Paolo Orsi che tra il 1912 e il 1915 portò avanti i primi sondaggi.
Oltre all’area archeologia, da circa trent’anni, a Monasterace è stato istituito il museo civico. Dieci anni fa il Comune diede in comodato d’uso alla Soprintendenza archeologica la “nuova” sede ma a tutt’oggi tale museo, con parte degli allestimenti già realizzati e del personale dedicato, è visitabile solo… su richiesta.
“Salvalarte vuole anche essere l’occasione per sollecitare le amministrazioni statali e locali – ha sottolineato Antonino Morabito, presidente di Legambiente Calabria – affinché le risorse dimenticate sia valorizzate e rese fruibili. In Calabria il recupero del proprio passato è elemento fondamentale per costruire un futuro durevole e sostenibile. Per questo l’apertura del Museo Civico di Monasterace deve trasformarsi da una “semplice promessa” e divenire al più presto una realtà dopo tanti anni di attesa”.
Della stessa opinione anche il sindaco di Monasterace Maria Lanzetta “Il museo rappresenta per la nostra comunità un’opportunità e in quanto tale abbiamo il dovere di non volgere le spalle alle difficoltà che sono sopraggiunte. L’amministrazione è disponibile a risolvere qualunque problema che possa insorgere anche in futuro, obiettivo è il funzionamento regolare del museo”.
Ricco di appuntamenti il passaggio di Salvalarte a Monasterace: i restauratori della Casa Matta hanno avuto la possibilità di spiegare ai ciclo attivisti le tecniche di costruzione che venivano dai coloni della Magna Grecia; i resti della casa, infatti, conservano ancora numerose tracce di intonaco e sono oggetto di numerose ricerche scientifiche volte all’individuazione dei pigmenti utilizzati dagli antichi greci.
“Capolavori unici sono spesso nascosti in centri minori, collocati fuori dai grandi circuiti turistici e rischiano frequentemente di cadere nell’oblio e nel degrado – ha concluso Federica Sacco, responsabile nazionale della campagna – Legambiente con Salvalarte intende restituire a questi luoghi il protagonismo che meritano e promuovere nello stesso tempo una formula di turismo dolce, a basso impatto ambientale, che permetta di conoscere appieno le mete prescelte coniugando il rapporto con il territorio e le sue tradizioni con il rispetto della sostenibilità ambientale e culturale dei luoghi”.
Insieme all’arte, è stata protagonista di primo piano della tappa calabrese di Salvalarte anche la mobilità eco-compatibile. Grazie alla promozione del turismo sostenibile e alla scelta di utilizzare come mezzi di trasporto solo la bicicletta e il treno infatti, il viaggio di Salvalarte in Calabria ha consentito un risparmio di 88 kg di anidride carbonica per ogni partecipante. Infatti, se gli attivisti del Cigno Verde avessero usato la macchina per coprire la distanza di 486 km percorsa nella tappa calabrese di Salvalarte avrebbero emesso 107 kg di anidride carbonica ciascuno, mentre usando il treno e la bicicletta ne hanno emessi solo 19 kg.
La carovana su due ruote del Cigno Verde prosegue il suo viaggio in Sicilia con l’appuntamento di Castroreale (Me), dove arriverà il prossimo 15 ottobre.




