Gentile Direttore,
come molti concittadini,dopo la potatura degli alberi di Piazza Italia,ho goduto della sua una bellissima scenografia architettonica e mi sono ancor più convinta della "proposta ...
indecente" che avevo avanzato dalle pagine di Gazzetta del Sud a fine giugno e che di seguito ripropongo,sollecitata da alcune considerazioni apparse su Strill nei giorni scorsi.
"Ho saputo che sono stati appaltati e, forse, consegnati i lavori per la sistemazione di Piazza Italia e ciò in un clima di rinnovata collaborazione tra
Amministrazione Comunale, titolare dell’azione tecnica, e Sovrintendenza Archeologica, garante degli aspetti architettonici e, a mio parere, anche estetici. Orbene, riferendomi a questi ultimi,
ritengo che la presenza di tanti ficus nel perimetro della Piazza sia un elemento che disturba il godimento della prospettiva scenica delle
bellissime facciate dei tre palazzi del primo Novecento, in particolare di quella definibile “quinta scenografica †del Palazzo della
Prefettura. Facile prevedere la reazione “indignata†di ambientalisti e pseudo-ambientalisti, che alla proposta di riduzione del numero dei
suddetti alberi, denuncerebbero , pronti a promuovere un comitato o un presidio, un attentato a uno dei pochi spazi verdi di una città in coda
alle classifiche di vivibilità anche sotto questo aspetto. Dico, allora, subito che il primo passo sarebbe di tentare , con la consulenza della Facoltà di Agraria, il “trapiantamento†degli alberi
da eliminare e cioè di quelli che impediscono la visione d’assieme della Piazza, salvaguardando quelli che si trovano agli angoli del
quadrilatero. L’area del Parco urbano che prenderà il posto dello scempio dell’ex 208 potrebbe essere una buona destinazione degli
stessi……… Da ambientalista convinta e "praticante" ho la convinzione che il verde, come tutte le cose, abbia dei luoghi elettivi : gli
appartamenti, i balconi, i viali,le scalinate, le piccole aree ricreative dei quartieri, i piccoli e grandi parchi . Questi ultimi , certo, non vanno mai selvaggiamente cementificati, come purtroppo in
anni non lontani è toccato al parco Caserta, con annessa distruzione di un portale architettonico di pregio Nelle piazze, invece, il verde
deve solo essere elemento di abbellimento e non prendere il sopravvento sulle architetture. Riferendomi a contesti climatici e culturali simili
ai nostri e tralasciando le più famose piazze italiane, penso alle soleggiate ed ampie piazze della Spagna o della Grecia , mai destinate
a parcheggio, come è stata per anni la nostra Piazza Italia . Esse sono per lo più destinate al godimento dei cittadini e dei turisti anche con
l’installazione di storici “caffè†o palchetti. A chi richiama, rimpiangendola, la “Reggio bella e gentile†, propongo uno sguardo alle
cartoline collezionate dal professore Trombetta, perché esse rendono l’ idea , ancor meglio delle simulazioni al computer, di quanto
acquisterebbe Piazza Italia in bellezza e vivibilità con l’addobbo delle otto bellissime palme svettanti al cielo e i ficus limitati ai
quattro angoli. Avrebbe così maggior senso la copertura a vista degli scavi e, sempre ritornando al passato, si potrebbero ripristinare i
palchetti in ferro battuto originariamente presenti , da destinare, ad esempio, alle esibizioni dei giovani e meno giovani allievi del
Conservatorio e alle bande musicali,ritornate di moda. Conosco le difficoltà che si incontrano in questa Città quando si propone di
uscire da schemi mentali consolidati e , talvolta, mummificati , ma, per non restare sempre uguali a noi stessi, può essere utile, qualche
volta, ceder anche alle proposte…indecenti." Sono sicura che non mancherà tra i suoi numerosi lettori qualcuno che possa dare un parere
tecnico sulla possibilità del "trapiantamento",operazione potrebbe contenere le reazioni degli ambientalisti.Sui vantaggi estetici credo
che non possano esserci dubbi. La ringrazio per l'ospitalità ,
Rita Spanò




