I Consiglieri socialisti del comune di Cosenza ricondano che, nel maggio scorso, ”denunciammo che, per la prima volta, nella gloriosa storia del teatro Rendano, sarebbe stata cancellata la lirica, fummo presi ad insultati e a male parole dagli amministratori comunali che giurarono e spergiurarono che mai e poi mai avrebbero privato i cosentini della lirica. A distanza di pochi mesi abbiamo avuto la conferma della bonta’ delle nostre denuncie e- continuano i consiglieri socialisti – dobbiamo constatare amaramente che per la prima il Rendano ed i suoi spettatori appassionati, provenienti anche dalle altre citta’ calabresi, dovranno fare a meno della lirica”.
”E’ amaro vedere spegnersi un altro simbolo della nostra amata Cosenza – hanno proseguito i consiglieri socialisti – soltanto i danni provocati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che impedirono di aprire i battenti del Rendano, sono riusciti ad eguagliare la catastrofe Perugini.
La chiusura del Rendano, decretata dalla giunta Perugini, rappresenta un altro grande e imperdonabile fallimento di questa amministrazione – incalzano i consiglieri socialisti – e decreta ancora di piu’ l’impoverimento culturale di cui e’ vittima Cosenza”.
”Il Teatro Rendano per Cosenza non e’ mai stato ne’ lusso, ne’ superfluita’, ne’ elemento frivolo, ma ha sempre significato cultura, scuola e spinta a elevarsi – concludono i consiglieri del Partito Socialista – la sua chiusura e’ quanto di peggio poteva accadere a Cosenza e rappresenta il fallimento di amministratori che tradiscono anche le vocazioni della citta’ che sono chiamati a governare”. (Asca)




