Il comitato di redazione del Quotidiano della Calabria, in un
comunicato inviato al Sindacato nazionale dei giornalisti, «prende
le distanze» dalle dichiarazioni rese ieri dal segretario regionale
del sindacato dei giornalisti, Carlo Parisi, sul confronto in corso
con l’editore. «In particolare, il Cdr – è detto in una nota –
respinge il tono e il merito del comunicato diramato, che parla di
una ‘drammatica vertenza in attò, lontano dalla reale situazione
dei fatti, che vedono impegnato il corpo redazionale rappresentato
dal Cdr in un tavolo permanente di confronto per rilanciare
l’azienda e rafforzare i dati estremamente positivi in termini di
vendita registrati negli ultimi tre anni, in netta controtendenza
con quando sta accadendo in Italia e facilmente verificabili da dati
ufficiali di istituti terzi come Ads e Audipress. Appare paradossale
che proprio il sindacato, peraltro senza consultare i giornalisti
del Quotidiano iscritti allo stesso nè il Cdr, sottolinei che in
Calabria la Finedit abbia provveduto di recente a contrattualizzare
numerosi colleghi, dando loro prospettive di crescita professionale
sicura nell’ambito della vigente normativa di legge. Altrettanto
paradossale appare il riferimento al trattamento riservato
dall’azienda ai collaboratori, sottovalutando il fatto che ne ‘Il
Quotidiano della Calabrià – a differenza di quanto accade in altre
testate – non esistono, allo stato, situazioni di illegittimità
contrattuali». «Il Comitato di redazione – prosegue la nota –
manifesta preoccupazione e stupore per l’intervento del sindacato
regionale, giunto intempestivo in un momento delicato di trattativa
con l’editore, impegnato, nell’ambito di una generale situazione di
crisi dell’editoria italiana, a promuovere un piano di rilancio
industriale, con l’obiettivo di scongiurare l’aumento del disavanzo
nei bilanci dei prossimi anni e garantire l’attuale trend di
crescita della testata. Si precisa che l’ipotesi di ricorrere allo
stato di crisi, e al conseguente utilizzo degli ammortizzatori
sociali per un periodo limitato di tempo e con l’obiettivo di
reinserire al più presto le unità lavorative eventualemente poste in
cassa integrazione, è stata solo una delle eventualità vagliate
dall’editore di concerto con il Comitato di redazione e che, in
nessun momento della trattativa, è stata ventilata la possibilità di
effettuare licenziamenti nell’ambito del corpo redazionale.
L’assemblea dei giornalisti ha, infatti, rimarcato la volontà di
individuare soluzioni alternative al paventato stato di crisi, che
consentano di garantire gli attuali livelli occupazionali
dell’azienda, realizzando contemporaneamente la riduzione dei costi
utile a risanare il bilancio e consentire all’azienda di affrontare
gli investimenti già in programma nel settore multimediale».
(ANSA).




