Associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ questa l’accusa per cui rischiano di finire sotto processo dodici persone coinvolte nell’operazione antidroga diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nome in codice “Gambero”. A presentare la richiesta di rinvio a giudizio e’ stato il sostituto procuratore della Dda, Gerardo Dominijanni, titolare delle indagini dei carabinieri, prima coordinate assieme alla collega Maria Carla Sacco. Furono i due pubblici ministeri a chiedere e ottenere dal giudice per le indagini preliminari, Tiziana Macri’, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei dodici indagati, che i carabinieri notificarono con il blitz scattato alle prime luci dell’alba del 21 gennaio scorso. Con un enorme spiegamento di uomini e mezzi – oltre 150 militari del Comando provinciale dell’Arma, coadiuvati da un elicottero dell’8° elinucleo di Vibo Valentia e di due unita’ cinofile antidroga e da ordine pubblico del nucleo carabinieri cinofili di Vibo – gli uomini della Benemerita presero d’assalto il quartier generale degli zingari di via Isonzo, a Catanzaro, bussando alle porte di undici componenti delle famiglie Abbruzzese e Bevilacqua. In manette finirono Antonio Abbruzzese, di 33 anni; Cosimo Abbruzzese, 25 anni; Maurizio Abbruzzese, 22 anni; Rita Abbruzzese, 29 anni; Cosimo Passalacqua, 37 anni; Domenico Passalacqua, 30 anni; Fiore Passalacqua, 26 anni; Giovanni Passalacqua, 29 anni; Maurizio Passalacqua, 21 anni; Pierino Passalacqua, 27 anni; Rita Passalacqua, 32 anni; tutti pregiudicati e tutti domiciliati in viale Isonzo e traversa Isonzo. Una dodicesima persona, destinataria dell’ordinanza, sfuggi’ alla cattura poiche’ il giorno dell’operazione si trovava fuori sede per lavoro. Si trattava di Antonio Colacino, catturato dopo qualche giorno, e precisamente la sera del 25 gennaio, mentre consumava tranquillamente una pizza in un locale di Marcellinara, dove aveva portato con se’ un borsone pieno di indumenti, evidentemente pronto ad allontanarsi in tutta fretta in caso di necessita’, ed a rimanere lontano anche a lungo. Il 50enne Antonio Colacino e’ una “vecchia conoscenza” dei militari della Compagnia di Catanzaro, che gia’ lo avevano arrestato all’alba del 23 maggio 2006 quando, in tutta Italia, scatto’ il blitz battezzato “Fast money”, per l’esecuzione dei 27 ordini di cattura nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sodalizio criminale che avrebbe gestito un lucroso smercio di droga (cocaina, eroina e hashish) che attraversava il Paese. (AGI)




