“Nella stessa giornata, due episodi di cronaca nera coinvolgono minorenni calabresi: la tredicenne vibonese che per fare da scudo alla madre versa in gravi condizioni in ospedale e la costruzione a Crotone di scuole con materiale pericoloso. Due autentiche vergogne che la Calabria onesta, composta dalla stragrande maggioranza della gente, respinge con fermezza”. A parlare è il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, a parere del quale: “Fatti del genere non possono e non devono passare inosservati, perché contestualizzati ad una realtà già di per sé difficile, fatta di soprusi, prevaricazioni ed angherie ascrivibili alla voce ndrangheta”.
Per Marziale: “E’ tempo di operare i dovuti distinguo, pertanto chiedo al presidente della massima assemblea elettiva regionale, Giuseppe Bova, alla giunta guidata da Loiero ed alle forze di maggioranza ed opposizione un provvedimento singolare ma futuristicamente incisivo. Davanti alle condanne definitive per fatti di mafia o violenza equiparabile venga comminato ai rei lo status di ‘cittadino indesiderato’ da un’apposita commissione regionale – prefigura il sociologo – composta da un membro designato dai carabinieri, dalla GdF, dalla polizia di Stato, dalla magistratura, dal Consiglio Regionale e dalle cinque provincie”.
Il presidente dell’Osservatorio si dice: “Certo che l’abiura sociale possa sortire effetti benefici per il territorio più di ogni altra forma pubblicitaria e stimolare pedagogicamente i soggetti in età evolutiva ad intraprendere stili di vita contrapposti alle logiche del malaffare”.
Marziale conclude: “Basta con gli slogan ad effetto, è tempo di assunzioni di responsabilità filtranti da prese di posizioni coraggiose e collettive. Chi inquina il viver civile di una regione chiamata ad integrarsi al resto d’Europa con difficoltà centuplicate rispetto ad altri territori deve sapere che la Calabria non è casa sua”.




