“La polemica sulle consulenze della Regione che immagino terrà ancora banco, non ci sarebbe stata se avessimo approvato il disegno di legge da me presentato nel mese di maggio, anzi ripresentato perché avevo provveduto a farlo già nella scorsa legislatura( 22 gennaio del 2003)”.
E’ quanto afferma il capogruppo del Nuovo Psi, Francesco Galati, che aggiunge: “Se neanche ora che il ministro Brunetta introduce semplificazioni all’insegna di un’operazione di trasparenza nella pubblica amministrazione, ci si rende conto che le consulenze vanno disciplinate con rigore allora si è davvero diabolici. Per questo chiedo al presidente della prima Commissione permanente del Consiglio regionale di mettere al primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta il progetto di legge sulle consulenze”
“Capisco che – incalza Galati – ci possa essere disapprovazione da parte della selva dei soggetti interessati verso il mio disegno di legge, ma oggi, forse più di ieri, la Regione Calabria ha l’occasione propizia di fare il punto, una volta per tutte, sulla patata bollente delle consulenze. Ossia su uno degli elementi di criticità della politica regionale, oggetto di frequenti dispute politiche e più di recente dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti alle attività di consulenza instaurate dalla Regione, dagli Enti sub-regionali e dalle Aziende sanitarie locali ed ospedaliere”.
“Nella scorsa legislatura – ancora Galati – pur dinanzi a un fenomeno che suscitava scalpore per il costo, la quantità, l’inefficacia e l’arbitrarietà con cui si procedeva, non si riuscì a discuterlo, perché durante i lavori è venuto meno il numero legale. Adesso, a maggior ragione dinanzi all’allarme debitorio in cui versano il comparto della sanità e l’intera Regione, non dubito che si riuscirà a far pulizia e a capire come e quando si possano avere rapporti di consulenza. Il mio progetto di legge prefigura le fattispecie per le quali si possono avere rapporti di consulenza, così da eliminare il ricorso indiscriminato a figure professionali di cui, probabilmente, si può fare a meno qualora le stesse figure professionali sia già a disposizione della Regione. Nel contempo, il progetto legislativo disciplina, minuziosamente, gli aspetti relativi alle forme di svolgimento delle consulenze, perciò sono certo che l’iter legislativo potrà essere rapido, atteso che il progetto non necessita di alcun finanziamento, anzi si prefigge di recuperare molti milioni al deficitario bilancio regionale e a quelli degli enti sub-regionali e delle aziende sanitarie locali”




