Duplice omicidio aggravato dai legami familiari ed occultamento di cadaveri: sono queste le accuse nei confronti di Pasquale De Marco, 34 anni, che comparira’ domani davanti al giudice del tribunale di Catanzaro per la prima udienza del processo che lo vede come l’autore del duplice omicidio del padre, Luigi De Marco, 71 anni, e della madre, Maria Grazia Campisano, 59, massacrati nella loro villetta di Simeri Mare, nel Catanzarese, e ritrovati soltanto quattro mesi dopo nelle campagne del Crotonese. Una tragedia familiare che resta ancora senza un movente preciso, considerato che il giovane si e’ sempre dichiarato innocente e nelle poche farneticazioni fornite agli inquirenti si e’ limitato a dichiararsi vittima di un complotto dei servizi russi, che avrebbero colpito la sua famiglia per ritorsione alla sua collaborazione con i servizi americani. Contro di lui, invece, la ricostruzione di un duplice omicidio premeditato, compiuto, secondo gli inquirenti, per motivi economici. Quel che e’ certo e’ che i coniugi De Marco furono massacrati nella loro villetta, dove erano giunti da Roma, colpiti finanche con una fiocina da sub, e poi vennero avvolti in due teli di plastica, dello stesso tipo di quello trovato nel bagagliaio della macchina utilizzata da Pasquale. Dopo la strage, infatti, il giovane fece perdere le sue tracce, a seguito dell’allarme lanciato da un parente che si era recato nell’appartamento, prima di essere ritrovato due giorni dopo in un distributore di benzina a Crotone, chiuso nell’auto di famiglia, al cui interno vennero ritrovate le rimanenze del materiale utilizzato per fare sparire i corpi. Per quanto concerne l’udienza di domani, saranno ammesse le prove dell’accusa e della difesa, quest’ultima rappresentata dagli avvocato Saverio Loiero e Piero Mancuso. In oltre un anno Pasquale De Marco non ha cambiato la sua versione dei fatti, restando fermo sulla vendetta dei servizi segreti russi. Gli avvocati, quindi, si preparano a richiedere una nuova perizia psichiatrica, dopo che nel corso dell’udienza preliminare il giudice aveva rigettato l’analoga possibilita’. Parti civili anche il fratello e la sorella di Pasquale, Adele e Giuseppe, entrambi residenti a Roma e che negli ultimi mesi hanno incontrato piu’ volte il congiunto in carcere, oltre ad alcuni familiari dei coniugi. L’avvocato Domenico Mammola, difensore del fratello e della sorella di Pasquale De Marco, ha detto che i due si sono costituiti parte civile “per conoscere fino in fondo la verita’”. (AGI)




