
di Gianluca Del Gaiso – A quanto pare la centrale a carbone non si fa. La Conferenza dei servizi di qualche giorno addietro a Roma, sembra avere segnato in maniera importante il percorso di un progetto mai andato giù al territorio che avrebbe dovuto ospitarlo.
“Comunichiamo di aver richiesto oggi la sospensione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e dell’iter autorizzativo per il progetto della centrale termoelettrica di Saline Joniche”, tuona nella tarda serata di ieri un comunicato a firma di Fabio Bocchiola, Amministratore Delegato della SEI. Perché? I ben pensanti vedono nella Regione Calabria, quel “asso” che ha cambiato definitivamente le carte in tavola di una partita che sentiva voci di autorizzazioni e contratti già pronti alla mano. La Regione, può opporre il suo veto alla realizzazione del progetto. Ministero o no che voglia. Decide il territorio e il Presidente Loiero, a nome dei calabresi aveva già fatto chiare quelle che erano le sue intenzioni. Crotone e Saline, domani, devono parlare in termini di solare-termico. E allora, inutile andare avanti con un progetto che costa denaro, se poi una mattina qualcuno potrebbe davvero dire di No.




