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Locri, la soddisfazione del Comune per "Mari di carta"

18 Settembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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L’Amministrazione Comunale della Città di Locri esprime soddisfazione per l’ottima riuscita della presentazione del libro “Mari di Carta. La storia di Domenico Vigliarolo un cartografo calabrese alla corte del Re di Spagna”, di Giuseppe F. Macrì. L’evento culturale si è tenuto ieri sera al Palazzo di Città alla presenza dell’autore, dei professori Corradino Astengo, Università di Genova, e Simonetta Conti, IIa Università di Napoli.

La serata è stata coordinata dal professore Ugo Mollica che ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza della ricerca storica e scientifica compiuta da Giuseppe Macrì “riuscendo, tra l’altro, a ritrovare le tracce della grandezza e dei valori di personaggi Calabresi e in particolare in questa circostanza di un insigne uomo della Locride che sono sfuggite, finora, alla conoscenza”.

Il Sindaco della Città di Locri, Francesco Macrì, in piena sintonia con il Sindaco della Città di Gerace, Salvatore Galluzzo, ha ribadito la sempre più proficua collaborazione tra le due Città che si ritrovano, ancora una volta, insieme ad investire sulla cultura di qualità espressione di un voler incidere sull’immagine del territorio attraverso la riscoperta di personaggi, quale Domenico Vigliarolo, che hanno scritto importanti pagine nella storia del mondo. Il Sindaco di Locri ha sottolineato come la presentazione del libro “Mari di Carta” sia il prologo dell’importante congresso internazionale di studi promosso dal Cisge, che si aprirà questo pomeriggio a Locri e continuerà domani a Gerace ed ancora a Locri dove si chiuderà sabato e che vede la presenza di nomi illustri delle università nazionali. Tra queste, presenti ieri a relazionare sul libro, è intervenuta la professoressa Simonetta Conti che ha ripercorso le tappe dello studio di Pino Macrì che ha laboriosamente ricercato e raggruppato in un’opera splendida il cammino di Domenico Vigliarolo che si dedicò agli studi cartografici alla corte di Spagna, circa tra il 1582 2 il 1596, che si impose quale cosmografo della Casa de Contrataciòn, all’epoca l’istituto delegato al controllo della via delle Americhe. La prof.ssa Conti ha sottolineato il genio ritrovato di Vigliarolo che ha inventato anche un orologio a sole munito di bussola con cui era possibile determinare la longitudine durante la navigazione in alto mare. Fatto che è stato rimarcato dal professor Corradino Astengo che ha sottolineato l’importanza dell’opera scientifica di Vigliarolo quale momento essenziale per il nuovo percorso della storia dell’umanità promuovendone l’apertura verso il “Nuovo Mondo” abbandonando la centralità del Mediterraneo. Il frutto del genio di Vigliarolo, sottolineato perfettamente dall’autore di Mari di Carta, riguarda non solo l’essere riuscito a raccogliere tutta la produzione cartografica del monaco di Stilo ma anche di aver rintracciato, tra i vari documenti, un inedito assoluto, rinvenuto presso la Biblioteca Reale di Madrid, un esemplare conservato presso la Biblioteca Vaticana sinora erroneamente ritenuto anonimo e un Atlante conservato a New York, composto da nove fogli di cui, sinora, ne era stato pubblicato uno soltanto da Almagià nel 1942. Il testo di quel Atlante, come l’intera opera cartografica di Vigliarolo, rimarca il forte legame tra il cosmografo e la sua Calabria tanto che nelle carte ha posto in evidenza, tracciato in rosso, il toponimo natale di Stilo e, accanto a questo, preziose indicazioni storico-geografiche sulla Calabria del Seicento.

L’autore Giuseppe F. Macrì ha concluso i lavori ringraziando i numerosi presenti e le autorità intervenute, in particolare ha omaggiato per il fattivo sostegno nella redazione del libro dall’editore Rubettino ai professori Conti ed Astengo, questo ultimo definito anche “archivio storico vivente storico e scientifico e computer della cartografia nautica”. L’autore ha ripercorso i quattro anni di intenso lavoro per reperire il materiale che ha ricercato in tutto il mondo, anche navigando in internet alla perenne ricerca di notizie utili, riuscendo a far rivivere  Domenico Vigliarolo, sacerdote-cartografo di Stilo finora semisconosciuto al grande pubblico, ma ben noto ai maggiori studiosi del settore, individuando inediti di un uomo della nostra terra emigrato nella Spagna centro del sistema mondiale del tempo dove si impose per la scienza e la cultura quale cartografo del Re. Macrì ha sottolineato la caratura mondiale di Vigliarolo del quale non si hanno tante notizie forse anche perché intorno al 1600 rientra a Stilo dove conosce Tommaso Campanella ed i punti di contatto con questi e con Nicola Antonio Stigliola lo portano anche ad apprendere l’opera di Giordano Bruno con la conseguenza, altamente probabile, di essere posto all’indice.

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