
Il progetto del 2002 sara’ la soluzione definitiva di costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Lo ha confermato oggi il cda della societa’ Stretto di Messina, che ha conferito all’amministratore delegato Pietro Ciucci il mandato per proseguire nell’attivita’ di rinnovo della convenzione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di revisione del piano finanziario.
“Il Consiglio di Amministrazione di Stretto di Messina Spa – si legge sul sito dell’Anas “stradeanas.it” – ha confermato di ritenere il progetto preliminare del ponte sospeso, a campata unica con pile in terraferma, approvato dal Cipe e la cui realizzazione e’ oggetto del contratto gia’ stipulato con il Contraente Generale Ati Impregilo, la soluzione definitiva di costruzione del Ponte sullo Stretto, sulla base di valutazioni di fattibilita’ tecnica, di impatto ambientale e di costi economici, ed ha dato mandato all’amministratore delegato Pietro Ciucci di proseguire nell’attivita’ di rinnovo della convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di revisione del piano finanziario, con l’obiettivo di dare avvio nel 2009 alla progettazione definitiva, di cantierare i lavori entro la meta’ del 2010 e di inaugurare la nuova opera entro il 2016″. Il cda ha poi ritenuto “infondate” le affermazioni del professor Remo Calzona. Il docente, nel suo libro ‘La ricerca non ha fine: il Ponte sullo Stretto’, aveva criticato il progetto del 2002, proponendone uno alternativo, che e’ stato esaminato dall’ufficio tecnico di Stretto di Messina SpA, con la collaborazione dei docenti universitari Fabio Brancaleoni, Giorgio Diana e Michele Jamiolkowski. “Dall’analisi – si legge ancora su stradeanas.it – e’ emersa la complessiva infondatezza delle affermazioni critiche del professor Calzona sul progetto preliminare del 2002 e la non fattibilita’ dell’ipotesi progettuale dallo stesso prospettata. In particolare, e’ stato rilevato che l’ipotesi progettuale avanzata dal professor Calzona ripropone l’idea di pile in acque profonde, che era gia’ stata attentamente valutata e poi scartata nel corso del lungo ed impegnativo processo di studio di tutte le soluzioni ipotizzabili, conclusosi nel 1990, a causa delle tante gravi problematiche tecniche che essa poneva, dei costi molto elevati e degli effetti peggiorativi sia in termini di impatto territoriale nelle aree di sbarco del ponte, sia in termini di impatti sull’ambiente”. (AGI)




