di Pasquale Arnaldo Serreti – Che il “Festival dello Stretto”, giunto venerdì sera alla sua ottava edizione, fosse entrato nel cuore del pubblico reggino lo si era capito già dalla riuscita delle passate edizioni di questa manifestazione che trova nell’ organizzazione della “Cd Club Entertainment”di Salvatore Familiari uno dei suoi punti di forza. Il Festival svoltosi quest’anno, come sempre all’ interno della meravigliosa cornice offerta dal Lungomare Falcomatà, ha permesso ancora una volta ad un pubblico accorso numerosissimo all’evento di apprezzare il ritmo travolgente e le melodie inconfondibili della musica che nasce nel nostro Sud. Il proposito della manifestazione, come specificato dallo stesso Salvatore Familiari chiamato sul palco dal conduttore Gianluigi Grandinetti dopo l’esibizione del gruppo musicale dei “Mimmo Epifani & gli Epifani Barbers”, è come sempre quello di valorizzare una realtà tanto importante, perchè così vicina alle nostre tradizioni e alla nostra cultura, come la musica che viene pensata e realizzata dai gruppi più conosciuti nelle regioni del Meridione. I Quartaumentata, gli Hantura, i Kalamu e i Bassa Marea riuscivano a diffondere, nel corso della scorsa edizione, il chiaro messaggio di come la musica calabrese costituisca un’eredità irrinunciabile che non può e non deve essere abbandonata. L’ obiettivo di quest’ anno, in linea con il progetto iniziale degli organizzatori che vedono il Festival dello Stretto come un’occasione per far conoscere al pubblico la musica tipica delle regioni del Sud, era rivolto alla tradizione musicale del Salento. Al via quindi una serata dedicata all’ “Omaggio alla Pizzica”. Una danza, quest’ultima, di origini antichissime e che veniva considerata in molte zone della Puglia e della Basilicata come un rimedio infallibile per coloro che erano rimasti vittima del morso della tarantola. Il Festival dello Stretto targato 2008 inizia poco dopo le 21.30 e, continuando ininterrottamente fino alle 2.00 del mattino, offre uno spettacolo davvero unico alle centinaia di persone che circondano il palco e che si lasciano coinvolgere da un crescendo sinfonico irresistibile prodotto dagli organetti, dai tamburelli, dalle chitarre e dai violini dei musicisti.
“La Piccola Orchestra La Viola” apre le danze ed è il Maestro Alessandro Parente a guidare i componenti di questo gruppo che costituisce oggi una delle voci più autorevoli nel panorama dei compositori di musica etnica in Italia e che trova nello strumento dell’organetto (uno degli “ingredienti” fondamentali anche nella pizzica) il suo mezzo di espressione più efficace. Antonella Costanzo, alla Voce, intona le parole dei successi più conosciuti della “Piccola Orchestra” tra i quali ascoltiamo, ovviamente, anche alcuni brani tratti dalla raccolta intitolata: “Il Sultano di Babilonia e la prostituta”. Lo spettacolo offerto dalla “Piccola Orchestra La Viola” conferma dunque l’autorevolezza di un evento quale il Festival dello Stretto che riesce così a presentare al pubblico reggino un gruppo musicale di grande prestigio che in poco più di tredici anni di vita vanta una serie di collaborazioni prestigiose che ne sottolineano il grande valore in ambito artistico: da Daniele Sepe ad Angelo Branduardi, da Arnoldo Foà a Franco Battiato.
Sul palco allestito sul Lungomare Falcomatà salgono quindi i componenti del gruppo “Alla Bua”. Luigi Toma, la voce solista e tra i primi fondatori del gruppo, spiega al pubblico il significato del nome della “band”riportandoci direttamente alle antichissime origini della pizzica: “alla bua” significa letteralmente, nel dialetto salentino, “la cura”, il vecchio rimedio della danza contro il morso della tarantola. Le canzoni proposte dai musicisti del gruppo nascono dagli accordi di tre strumenti in particolare: tamburello, flauto e chitarra. La voce di Luigi Toma, che accompagna le esecuzioni delle canzoni più conosciute del gruppo, come “Lu rusciu te lu mare” (Stella lucente) e “Limamo”, coinvolge il pubblico che segue la performance degli “Alla Bua” e che dimostra il suo entusiasmo con applausi e passi di danza che accompagnano le note delle canzoni.
La prova del gruppo salentino viene seguita da una breve parentesi che ci permette di ascoltare un gruppo di musicisti originari della nostra provincia: i Cumelca. Il trio guidato da Giuseppe Zindato propone l’ esecuzione di una “viddhaneddha”: un ballo popolare molto diffuso nei tempi antichi nella provincia di Reggio Calabria (da non confondersi con la tarantella) e che si avvaleva, per la sua esecuzione, dell’ uso di alcuni strumenti che ritroviamo anche nella “pizzica” salentina: organetto, tamburello, flauto. I Cumelca riscuotono un grande successo e, scesi dal palco, eseguono alcuni brani del proprio repertorio fra il pubblico.
Tocca quindi al gruppo musicale dei “Mimmo Epifani & gli Epifani Barbers”. Anche Epifani, al microfono del simpaticissimo presentatore di 8 Videocalabria Gianluigi Grandinetti, ci spiega l’origine del nome scelto per la sua “band”. Si tratta di un omaggio ad un’arte in particolare: l’uso del mandolino per le esecuzioni dei brani della “pizzica”. Molti musicisti infatti, tra i quali lo stesso Epifani, hanno imparato a suonare lo strumento del mandolino nella bottega di barbiere del Maestro Costantino Vita che si trova nel paese di San Vito Dei Normanni (Brindisi). La tecnica imparata in questa bottega viene appunto definita “mandola alla barbiere”e trova in Epifani il più autorevole esponente contemporaneo.
Le canzoni proposte dai “Mimmo Epifani & gli Epifani Barbers” fanno riecheggiare nello stretto le antiche tradizioni della Puglia, parlano del mare (come nel caso del brano intitolato “Marannui”), dei prodotti della terra. Le parole di Epifani vengono accompagnate dalle note dei tamburelli e della chitarra degli altri tre componenti del gruppo che seguono il cantante alla perfezione.
La splendida serata del “Festival dello Stretto”, patrocinata dal Comitato Feste Patronali di Reggio Calabria, dall’Assessorato al Turismo della Regione Calabria, dall’Assessorato alla Cultura della provincia di Reggio Calabria e dalla Presidenza del Consiglio Regionale si conclude con un vero e proprio mini-concerto ad opera di uno dei gruppi musicali salentini che stanno riscuotendo maggior successo a livello internazionale: i “Nidi d’Arac”.
La musica dei “Nidi d’Arac” è una scarica di energia che entusiasma tutti i presenti. Percussioni, violini (nell’uso di questo strumento spicca in particolare la performance della bravissima Elena Floris) e tamburi riescono a coinvolgere i presenti che assistono all’esibizione della band rapiti dai motivi trascinanti delle canzoni. L’intento del gruppo di fondere tradizione ed innovazione: antichi motivi salentini e nuovi stili musicali, strumenti classici e uso del computer ,fanno sì che le canzoni dei “Nidi d’Arac” abbiano quella marcia in più che gli permetta di affascinare considerevolmente i propri ascoltatori. Il “Bis” che è stato richiesto a gran voce dal pubblico reggino quando la band decideva una prima volta di abbandonare il palco è stato una prova inconfutabile del fascino che i “Nidi d’Arac” sono riusciti ad esercitare sul pubblico presente venerdì sera sul Lungomare di Reggio Calabria.
L’ottava edizione del Festival dello Stretto, grazie al successo ottenuto il 12 settembre 2008, si presenta pertanto come una delle edizioni più riuscite nella seppur breve storia di questa manifestazione. Visti i risultati ottenuti dall’ evento non resta quindi che attendere l’ anno prossimo per una nuova conferma di una realtà ormai così importante per la nostra città.
Le riprese del Festival dello Stretto svoltosi venerdì sera sul Lungomare Falcomatà sono state effettuate dall’emittente 8 Video Calabria dove, nel corso della prossima settimana, andranno in onda alcuni speciali sulla manifestazione. Per maggiori informazioni consultare il sito www.videocalabria.tv.




