Il Presidente Passalacqua e la Commissione Esecutiva dell’VIII Circoscrizione rendono noto il loro disappunto e la delusione per la scelta fatta dalla Regione Calabria di inserire Catona all’ultimo posto nella graduatoria delle Zone Franche Urbane.
Pensavamo, nostro malgrado, che la zona di Arghillà avesse tutti i criteri necessari per essere considerata ai primi posti nella graduatoria delle Zone Franche Urbane.
Così non è stato, infatti la Regione Calabria attraverso una valutazione discutibile, basata su parametri molto più ampi rispetto all’area oggetto dell’intervento, ha attribuito alla zona di Catona (Arghillà) il punteggio più basso rispetto a tutte le aree prese in considerazione.
Ancora una volta il territorio di Arghillà viene penalizzato, già negli anni passati si è visto sfumare la possibilità di creare la città dello studente attraverso insediamenti di strutture universitarie preferendo alloggi ATERP che ricordano per estetica i classici “casermoni”. Queste scelte stanno penalizzando fortemente lo sviluppo sociale ed economico della zona. La possibilità di poter usufruire dei privilegi della Zona Franca Urbana, avrebbe comportato, ad esempio, agevolazioni di natura fiscale per diversi anni che avrebbero fatto da volano per l’economia attraendo investimenti e creando così posti di lavoro. Le nostre perplessità nascono dal fatto che il documento redatto dal CIPE che indica i criteri per l’individuazione delle ZFU citando “le ZFU sono individuate tra le aree urbane e i quartieri caratterizzati da particolari svantaggi sotto il profilo sociale ed economico, e da un marcato bisogno di strategie e interventi per lo sviluppo produttivo e l’occupazione”, descrive esattamente la realtà attuale del territorio di Arghillà.
La Giunta Regionale, dopo avere scelto nell’anno 2007 Lamezia e Crotone come aree dove attivare prioritariamente le ZFU, quest’anno ha indicato nell’ordine: Crotone; Lamezia Terme, Rossano, Vibo Valentia, Cosenza, Corigliano e ultima Reggio Calabria, “Catona”, mentre la proposta “Pellaro”non è stata ammessa a priori per un tasso di disoccupazione inferiore alla media comunale.
Un articolo apparso giorni addietro su Strill a firma di Rocco Iemma, da noi condiviso integralmente, recitava: “il punteggio, cioè, appare più come un valore attribuito all’operato del Comune nella redazione del progetto e alla sua condizione generale sotto il profilo sociale ed economico, che come un giudizio di priorità tra proposte di individuazione di Zona Franca Urbana”
“Se è vero, infatti, che esso è il risultato esclusivamente della somma del valore attribuito alla coerenza e alla compatibilità con eventuali programmi e politiche di investimento nell’area proposta, più il valore attribuito alle modalità di gestione e co-finanziamento, più l’indice di disagio socioeconomico del Comune e non dell’area infracomunale candidata, è vero allora, paradossalmente ma non troppo, che un Comune, riproducendo programmi, politiche di investimento, modalità di gestione e co-finanziamento, avrebbe potuto indifferentemente proporre come Zona Franca Urbana qualsiasi area sul proprio territorio, fatti salvi ovviamente i requisiti di ammissibilità, e nulla sarebbe cambiato nella classifica, che invece dovrebbe essere tra proposte e aree proposte, va ribadito, e non fra Comuni. Ciò perché sono i quartieri e le circoscrizioni i destinatari di esenzioni e agevolazioni, non i Comuni la cui condizione, limitatamente ai dati demografici e sulla disoccupazione, conta solo per la ammissibilità”.
Il dubbio che le scelte fatte puntino a favorire territori maggiormente rappresentati politicamente all’interno della Regione Calabria è forte, vorremmo poter dire con certezza il contrario ossia che le decisioni prese dai nostri Politici siano frutto di valutazioni e scelte sagge basate sulle reali condizioni di disagio socio-economico delle zone.
IL PRESIDENTE E LA COMMISISONE ESECUTIVA VIII CIRCOSCRIZIONE




