
“Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un po’ alla vita”.
Il capitano per eccellenza della storia della Viola (almeno in comproprietà con Massimo Bianchi), Sandro Santoro, la pipa non l’ha mai fumata, ma la paura, a giudicare dal coraggio delle scelte, non sa proprio cosa sia.
Sandro Santoro, “il” capitano torna in pista.
Mentre l’oblio è sceso inopinatamente sulla storia del basket reggino, intorno a noi i fermenti della pallacanestro sono numerosi.
La rotta lo ha portato oltre Stretto, ma ad un passo da casa.
Destinazione Barcellona Pozzo di Gotto, dove una società ambiziosa e con notevoli disponibilità finanziarie ha rilevato in titolo di B1 (oggi si chiama A dilettanti) con l’obiettivo dichiarato di raggiungere in breve tempo la Legadue.
Santoro riparte dalla scrivania di direttore sportivo e lo fa con l’entusiasmo di sempre. “Il progetto è ambizioso” – dichiara l’ex numero 5 della Viola – “l’entusiasmo è debordante; insomma i requisiti per far bene ci sono tutti. Non potevo dire di no. Dopo che mi hanno chiamato l’accordo lo abbiamo raggiunto in fretta. Ora resta solo da lavorare”




