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Locride: acooglienza immigrati, "anche tanta demagogia"

9 Settembre 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 3 minuti
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Nei giorni scorsi abbiamo seguito sui giornali l’iniziativa di alcuni Sindaci intesa ad ospitare in case disabitate di alcuni centri storici dell’entroterra ionico delle famiglie di immigrati. L’idea annunciata in pompa magna, attraverso una conferenza stampa, è stata, spesso con tanta retorica, condivisa da vari rappresentanti istituzionali che, in buona fede taluni e unicamente per partecipare al banchetto della facile immagine pubblica di benefattori dell’umanità tal altri, hanno sottolineato l’alta valenza dell’atto sociale proposto.Peccato che a questa sagra dei buoni sentimenti non abbiano voluto partecipare i normali cittadini di questi luoghi che hanno espresso invece notevoli perplessità per un’eventuale operazione di questo tipo.

Non conosciamo a fondo le ragioni di preoccupazione delle popolazioni di quei Comuni, però come consiglieri di minoranza della Locride esprimiamo alcune nostre dubbiosità.

Intanto, non è perfettamente chiaro dalle dichiarazioni apparse sulla stampa se trattasi di accoglienza temporanea ad immigrati che giungono sul territorio italiano clandestinamente,in attesa di una nuova collocazione o di espulsione dal nostro Paese  o di immigrati regolari  su cui si vuole contare per ripopolare interi paesi falcidiati dall’emigrazione. Nel primo caso l’operazione è oggi opinabile perché avventata dato che,all’atto, quei paesi sono privi delle strutture necessarie,previste dalla legge, per un soggiorno degli immigrati, decente e sicuro per loro e per le popolazioni del luogo, anche se ,tutto sommato, in futuro l’idea potrebbe essere realizzata qualora pervenissero i fondi per la realizzazione di un centro di accoglienza adeguato.

La seconda possibile finalità, che è quella che traspare di più dalle dichiarazioni dei Sindaci, che hanno  parlato di ripopolamento dei paesi tramite immigrati, è effettivamente la più preoccupante. L’apprensione deriva,infatti, dalla riflessione che lo spopolamento dei nostri centri urbani è accaduto e sta purtroppo,tuttora avvenendo  per la cronica mancanza di lavoro onesto e per la  necessità di molti nostri conterranei di dover assumere la dolorosa decisione di tranciare le radici dalla propria terra per consegnarsi ad usi e costumi diversi dalla propria tradizione, pur di poter condurre, assieme con la  famiglia, una vita  dignitosa.

Se questa nobile idea dei primi cittadini di Riace, Caulonia e Stignano troverà seguito, ma nutriamo molti dubbi, sono essi  sicuri di poter offrire una vita dignitosa a queste famiglie? Di fornir loro un lavoro regolare che non era esistito per i nostri emigrati? Oppure pensano di riempire i vecchi centri di gente che nella migliore delle ipotesi dovrà vivere di assistenzialismo e nella peggiore, per sopravvivere, dovrà andare ad infoltire i ranghi della criminalità già rigogliosa in queste nostre zone?

Come ultima ma non meno grave alternativa, vi è per questi esseri umani la prospettiva di essere inghiottiti da quel lavoro nero, fatto di vergognoso e silenzioso sfruttamento, se non addirittura di schiavitù,che già affligge nella Locride migliaia di stranieri, nel colpevole e complice silenzio dei sindacati e di tutte le forze politiche, anche di quelle che si autodefiniscono progressiste e i cui dirigenti più anziani  si magnificano per aver partecipato alle libertarie  battaglie sociali iniziate con le lotte del  ’68 di cui quest’anno,tra l’altro, si registra il quarantesimo anniversario.

 

                                                                                                                Il Presidente

 

                                                                                                               Franco Romeo

 

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