L’annunciata determinazione dei sindaci di Caulonia, Riace e Stignano di accogliere gruppi di immigrati, in una logica di solidarietà attiva e di valorizzazione della risorsa immigrazione, merita un plauso grande e un sostegno convinto.
Nell’Italia razzista, separatista, federalista, leghista, dei sindaci sceriffi, questa notizia è davvero importante. Ci sono ancora sacche della nostra società nella quale si crede negli antichi valori della civiltà. Quelli della solidarietà, dell’amicizia, dell’aiuto. E questo messaggio giunge proprio da quella parte della Calabria, la Locride , della quale si parla solo per gli omicidi e la presenza massiccia della ndrangheta fatta oramai Stato. Si tratta di una scelta coraggiosa, di autentica civiltà democratica, una scelta impegnativa che va contro e oltre il senso comune maggioritario e che mira a garantire vita nuova ai centri storici dei tre comuni jonici. L’utilizzazione di edifici sfitti e inabitati dei borghi antichi per accogliere famiglie di immigrati, sulla scorta di quanto brillantemente già messo in campo da parte del Sindaco Lucano a Riace, dimostra come possa esistere una politica alternativa nella gestione del fenomeno migratorio e nella valorizzazione di culture ed esperienze di vita plurali.
Per queste ragioni, incitiamo i massimi rappresentanti (Ammendolia, Lucano e Sasso) dei tre comuni ad andare avanti risolutamente, con la convinzione già manifestata, sottacendo le tante voci e i tanti mugugni contrari che pure si respirano nell’opinione pubblica (quella delle proprie comunità, ma anche quella di un territorio più ampio e più comprensivo quale la Locride). Talvolta, come ben insegna anche il messaggio evangelico, le azioni giuste sono anche impopolari, sono anche difficili da far passare nella testa e enei cuori delle persone, ma alla lunga dimostrano la propria validità e la propria lungimiranza
Di più. Riteniamo che l’Assemblea dei Sindaci della Locride debba sostenere questo innovativo sforzo di integrazione, facendo partecipare altri comuni al progetto e rilanciando l’utilizzo delle tante strutture a disposizione, magari partendo proprio da quelle confiscate alla ‘ndrangheta e oggetto di tante polemiche negli ultimi tempi. Chiediamo ai Sindaci di Roccella Jonica, di Gioiosa Jonica, di Siderno, di Locri, di Gerace, ecc. di diventare protagonisti di un’altra Calabria, di una Calabria più bella e più giusta, mettendo a disposizione immobili e servizi per accogliere le popolazioni migranti. E chiediamo alle istituzioni superiori, alla Regione ancor prima che alla Provincia, di sostenere questo sforzo, di impegnarsi per trasformare la nostra terra in un’autentica terra d’accoglienza.
L’idea che la Locride possa divenire un modello di accoglienza e di convivenza, rilanciando al contempo le attività e la residenzialità dei borghi antichi che fronteggiano la costa jonica, è un’idea di grande prospettiva, di grande lungimiranza, una visione futuribile che va oltre la normale routine amministrativa. Essa, se sviluppata e implementata fino in fondo, garantirebbe anche un importante ritorno economico-culturale, come ben dimostra il caso di Mimì Lucano e della sua Riace, un ritorno che rilancerebbe le attività e la vitalità di interi centri.
Rifondazione Comunista, per quelle che sono le sue possibilità e i suoi livelli di responsabilità, sosterrà ogni sforzo diretto in tale direzione.
Il Segretario Provinciale PRC
Angelo Antonio La Rosa




