Lo statuto del comune di Reggio Calabria sarà modificato per far costituire una consulta degli immigrati. La giunta Scopelliti ne ha infatti previsto, con apposita delibera, la modifica che dovrà poi essere approvata dalla commissione statuto e successivamente portata in consiglio per la definitiva approvazione. Il comune di Reggio Calabria, al pari di altre città italiane, ha fortemente voluto la nascita di un organo consultivo per dar voce agli immigrati extracomunitari presenti sul nostro territorio nelle decisioni riguardanti la vita pubblica cittadina. La consulta avrà una ampia serie di funzioni e un proprio piano che definirà in base alle disposizioni del regolamento. La messa a punto dello statuto e del regolamento elettorale della consulta, dopo la modifica delle statuto comunale, sarà avviata da un apposita commissione costituita dal comune e composta dai rappresentanti delle associazioni delle varie etnie presenti sul territorio.
“Vogliamo che i cittadini extracomunitari sentano la consulta come propria e non una iniziativa proposta dall’alto – ha sottolineato l’assessore ai servizi sociali Tilde Minasi. Nonostante, infatti, gli immigrati, vivono, lavorano e pagano le tasse sul nostro territorio non hanno la possibilità di partecipare alle decisioni politiche che coinvolgono loro come tutti gli altri residenti. Di fatto la consulta andrà ad incidere sulle stesse problematiche che riguardano la vita di tutti i cittadini in quanto temi come il lavoro, la sanità, la scuola, l’ambiente urbano ed altro non sono riservati ai cittadini italiani, ma interessano ovviamente tutti coloro che nella città abitano. Quindi oltre che ad avvicinare attraverso il dialogo le istituzioni agli immigrati, la consulta – aggiunge l’assessore – è al contempo l’organo che può portare alla luce problemi e riflessioni quotidiane. La consulta sarà anche uno strumento per integrare nella vita della città il mondo della immigrazione. Essa potrà anche lanciare iniziative per far conoscere e valorizzare le culture delle diverse nazionalità che vivono in città. Ad esempio – conclude Tilde Minasi – presentando la loro storia, le loro tradizioni ed i loro valori in un’ottica di integrazione attiva e di scambio costante con la realtà cittadina”. (Roto S. Giorgio)




