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Home CITTA Reggio Calabria

Se le statistiche fanno acqua…

5 Settembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Pino Rotta* – Vai a fidarti delle statistiche! Uno che non ha dubbi su di esse sembra sia l’assessore Rocco La Scala. Ne arriva una che dice che a Reggio si pagano in media solo 167 euro l’anno per il canone dell’acqua e l’assessore subito si auto incensa: Guardate come siamo bravi!

Ma se la storia dei polli insegna qualcosa l’assessore dovrebbe sapere che se la media dei polli mangiati è di uno a testa può anche significare che 50 ne mangiano 2 e 50 nessuno.

Dando uno sguardo alle facce sconsolate delle tante persone che se ne stanno in fila per delle ore alle fontanelle di Arangea o alle Tre Fontane di Reggio Campi si capisce ben altra realtà.

A Reggio si consuma poca acqua per usi domestici perché l’acqua o non c’è o non è buona da bere. Assessore, ma lei dove vive? Nella zona alta della città, in quartieri come Modena, San Giorgio Extra, Condera, Eremo l’acqua di giorno arriva a stento ed alle 19.00 di sera non ne scende più.

Mentre nelle zone più vicine al mare da Gebbione a Santa Caterina l’acqua dei rubinetti è già pronta per mettere “i mulingiani a sarmura”! Più sale che acqua, quando va bene, perché c’è quel disgustoso odore di fogna che di tanto in tanto pervade le case e soprattutto quel colore “bianco sporco” che suggerisce che per il bene della nostra salute è preferibile astenersi, e questo non lo diciamo noi ma sono alcune decine di studi chimico batteriologici a dimostrarlo (suggeriamo de andare in libreria a documentarsi).

Però di tutto si può fare a meno tranne che dell’acqua. E allora eccoci caricati come muli mettere ogni settimana decine di bottiglie in macchina e riportarla a casa piene dalle fontanelle (una minoranza illusa e romantica!), ma molto più spesso andare a vuotare il portafoglio al supermercato per comprare l’acqua in bottiglia, che, colmo dei colmi, arriva dal Nord Italia, perché la ‘ndrangheta lucra pure sull’acqua ed impone i fornitori.

Ecco se si facessero questi piccole considerazioni si capirebbe che sono ben altri i conti da fare per sapere quanto costa l’acqua ad una famiglia media di Reggio Calabria, non solo in termini di soldi ma anche di fatica e sfiducia nel grado di civiltà che abbiamo raggiunto.

Comunque voglio chiudere con una nota positiva e, mutatis mutandis, come diceva Maria Antonietta a proposito del pane (“se il pane non c’è che mangino le brioches!”) diciamo che a Reggio, se manca l’acqua “mbivimu vinu i Peddhruru”!

*direttore di Helios Magazine

 

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