Dopo il sequestro del cantiere di Lipari e’ partita l’inchiesta della procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto. Al centro dell’indagine i lavori della messa in sicurezza del porticciolo di Marina Corta. Grazie a un finanziamento di oltre due milioni di euro sono stati collocati tre cassoni e la struttura e’ stata allungata di una sessantina di metri. Il problema e’ che durante il dragaggio dei fondali nell’altro porto di Sottomonastero la ditta Scuttari, che esegue entrambe le opere, ha riversato la sabbia dentro i tre cassoni. C’e’ di piu’, nei fondali di Sottomonastero furono trovati dei preziosi ritrovamenti archeologici e, dopo il sequestro dell’opera di Marina Corta, la procura intende accertare se all’interno dei cassoni siano anche finiti dei reperti archeologici. Il sostituto procuratore del tribunale di Barcellona Domenico Musso ha nominato l’ingegnere Giuseppe D’Andrea di Messina che insieme a dei carabinieri subacquei ha iniziato i rilievi nello specchio di mare e soprattutto all’interno dei cassoni. Subito dopo relazionera’ al pm. I lavori di Marina Corta anche a seguito del sequestro giudiziario sono stati sospesi all’inizio della stagione estiva. (AGI)




