Riceviamo e Pubblichiamo:
“l’Estate sta finendo, e un anno se ne va….” Cantavano così i famosi ormai estinti Righeira qualche anno fa. Si, l’Estate è agli sgoccioli e una città come la nostra ha il dovere di fare un bilancio di come è trascorsa l’ultima bellissima stagione. Non ho dati alla mano, tralascio di indicare il numero di presenze di turisti stranieri in città , vi parlo solo di amici che, con la bella stagione, hanno pensato di trascorrere qualche giornata nella nostra città.
Vi parlo di loro certo, e allo stesso tempo di me, del mio imbarazzo nell’assumere le vesti dell’avvocato del Diavolo , cercare di spiegare le mille contraddizioni della nostra Reggio.
Si comincia con una semplice domanda: perché il volo per Reggio costa il doppio del volo per Lamezia o Catania? Ho risposto che noi del Sud siamo molto solidali e che intendiamo sostenere la compagnia di bandiera anche alla luce degli ultimi eventi. Poco credibile lo so, ma non mi è venuto altro. Abbiamo discusso del più e del meno fino ad arrivare alla contesa se alloggiare in albergo o più semplicemente essere ospitati in casa. Hanno vinto loro, l’albergo, giro degli innumerevoli hotels cittadini, tre o quattro, e abbiamo constatato che solo per dormire occorrevano 100 euro a notte. Ho detto che gli alberghi li lasciamo agli spagnoli che gai e satolli urlano sul lungomare “Todos a albergos”, è una questione di cortesia. Vittoria nell’ospitarli a casa e, ovviamente, dopo un lungo viaggio hanno chiesto di fare una doccia. Già cercavo il termometro per misurarmi la febbre!!!! Non c’è acqua, come mai? – Non me lo spiego, sarà un guasto, non è mai successo, domani chiamerò l’idraulico. Ma già dalle linee della fronte si leggeva che mentivo. Doccia rinviata al mattino, ma mai dopo mezzogiorno, guarda caso il guasto si presentava tutti i giorni allo stesso orario. Ho continuato a mentire dicendo che in periodo di ferie è difficile rintracciare un idraulico.
Cominciamo il giro panoramico della città, percorrendo la strada più breve per arrivare in centro, cercando di risparmiargli gli angoli dell’immediata periferia ricoperti di immondizia e da erbacce diventati ormai arbusti. Non ci sono riuscito e alle loro domande non ho saputo inventarmi niente e allora ho concepito un attacco improvviso di tosse acuta, causato, ovviamente, dall’aria condizionata dell’auto che avevo provveduto a spegnere. Me la sono cavata al prezzo di una sgradevole sudata. Giù sulla spiaggia, tuffo in mare, l’acqua è sporca…..sembra liquame. Sembra, ma in realtà sono i vortici delle correnti dello stretto che provocano smottamenti di sabbia, una sorta di idromassaggio naturale. Che fortuna, e per di più tutto gratis. Abbiamo continuato a sguazzare nella fogna. Rientro, passeggiata in Via Marina. Ottimo gelato, splendido panorama, poi d’improvviso a sorpresa tra gli alberi un quadrupede, librandosi nell’aria disegna particolari acrobazie. Ma cos’era, un topo? Assolutamente impossibile, troppo grande, è una specie di scoiattolo che vive solo dalle nostre parti…..che bello !!!!!!
Giornata calda il dì successivo, giro panoramico con guida della città su un simpatico bus cabrio, traversa tra corso e Via Marina, auto parcheggiata in doppia fila, non si passa, proseguiamo a piedi. Dopo un quarto d’ora una piacente signora esce dal bar, scusatemi tanto ero lì solo per una attimo, saluto frugale ai Vigili e via a tutta birra. Ho cercato di spiegare agli amici che il caffè a Reggio è santa cosa, quando si deve prendere si deve prendere. Proseguiamo da Piazza Carmine, che succede? Qualche operaio, uno striscione per rivendicare un diritto, quello di poter sfamare le bocche dei propri figli. La somiglianza con gli altri del giorno precedente sul Ponte di San Brunello, li ha insospettiti un po’, ma nessuna domanda. Una richiesta mi coglie di sorpresa “il centro lo conosciamo bene, ci spostiamo un po’ più su?” Certo, vi accompagno. Lungo la strada ci accoglie un bel pannello turistico, con tanto di foto e scritta a caratteri cubitali “Parco Archeologico del Trabocchetto”, cancelli serrati, lucchetti agli occhielli. Impossibile entrare. Li consolo promettendogli una visita indimenticabile : “Kresie Pipi”, in italiano Chiesa Pepe. Segno della croce entrando nell’edifico di culto più antico della città. Ammiriamo con passione la piccola chiesetta. All’improvviso un pallore avvolge i volti degli amici visitatori. Da un muro, dietro l’altare, sgorga continuamente acqua. Ho gridato al miracolo, pur sapendo che un buon parroco combatte da anni per far eliminare un condotta fognaria fatiscente alle spalle della chiesa. Anche in questo caso credo non mi abbiano creduto. Buonanotte.
L’indomani serve cambiare aria, scampagnata a Gambarie, lungo la strada, Rione Pietrastorta una colonna di fumo si alza dall’ex discarica. Cosa succede? Cos’è questo strano odore, mica sta bruciando la discarica. Nooooo, non lo vedi? Un pic – nic , stanno arrostendo le salsicce sul barbecue!!! E via, premendo il piede sull’acceleratore. Abbuffata, tanto fresco, all’imbrunire rientro a casa. Il dondolare ,nell’evitare le buche per strada, gli ha conciliato un bel pisolino, almeno non mi sono dovuto inventare nulla.
La sera sul Lungomare, quattro salti al ritmo dei dischi di ottimi DJ. Rientro. Buonanotte, domani si parte.
Strappo all’aeroporto, occhi lucidi, baci e abbracci. Tutto bello grazie, solo che le bugie le racconti malissimo, abbiamo capito tutto: avete una città senz’acqua, per dormire tre notti in albergo bisogna accendere un mutuo, nell’immondizia siete molto vicino a Napoli, infrastrutture pari a zero, lavorate e non vi pagano, i beni archeologici li trattate come sassi qualsiasi e in tutto questo marasma riuscite pure a saltare e ballare in Via Marina?
Allora preso da una irrefrenabile vergogna nell’essere stato scoperto ho cominciato a farfugliare qualcosa”Ma io, ma sai…..” ; ma per mia fortuna dalla radio in filodiffusione una calda voce, accompagnata da un forte ritmo tribale, urlava al mondo,“Divertiti….sei a Reggio”. L’aereo parte, arrivederci, ci vediamo l’anno prossimo……. Forse.
Paolo Brunetti




