
di Paolo Falzea – Prezzi dei libri scolastici decisamente sotto l’inflazione. Il 62% ha lo stesso prezzo dello scorso anno, lo rileva l’Ispo di Renato Mannheimer
In relazione alle polemiche riguardante il caro libri scolastici, che in maniera consuetudinaria scandisce la fase preliminare di ogni inizio anno scolastico, tanto da essere un’icona
dell’informazione al pari del caro petrolio, è giusto, quantomeno per completezza d’informazione, che i cittadini abbiano coscienza di dati e sondaggi che in questi giorni hanno trovato poco spazio sulla stampa poiché, se diffusi, avrebbero sminuito la querelle. Da quanto rileva l’Ispo di Renato Mannheimer, nell’indagine realizzata per l’Associazione Italiana Editori (AIE), presentata il 28 agosto a Milano, che ha confrontato i prezzi di listino per il 2008 degli oltre 31mila titoli destinati alla scuola attualmente presenti sul mercato con quelli dell’anno precedente e che ha fatto oggetto di indagine anche le percezioni delle famiglie italiane sulla spesa per l’istruzione e sui rincari dei libri scolastici, i prezzi dei libri scolastici sono cresciuti cinque volte meno dell’inflazione, il 62% dei testi scolastici ha un prezzo identico allo scorso anno e il 34% con un aumento comunque inferiore o uguale al tasso di inflazione corrente.
Nel dettaglio.
I prezzi dei libri scolastici: cresciuti 5 volte meno dell’inflazione – L’indice di variazione media % si attesta nel 2008 a + 0,73 rispetto ad un tasso di inflazione rilevato a luglio 2008 del 4,1%. In particolare, nella scuola secondaria di primo grado la crescita dei prezzi è stata dello 0,66%, nella secondaria di secondo grado dello 0,76%. Tale variazione, oltre ad essere inferiore di 3 punti al tasso di inflazione, è anche in calo rispetto agli anni passati, visto che è scesa in 5 anni di oltre un punto.
Il 96% dei libri non ha aumentato i prezzi o, comunque, è sotto l’inflazione – Il 96% dei libri in commercio non ha registrato aumenti dei prezzi o, comunque, un aumento inferiore al tasso di inflazione. In particolare, il 62% dei libri di testo è in commercio ad un prezzo che non è aumentato rispetto all’anno scorso, mentre il 34% ha fatto registrare un aumento comunque inferiore o uguale al tasso di inflazione corrente. Solo il 4% dei libri di testo ha subito un aumento superiore alla media.
Di fronte a questi dati, in conclusione, chiedo dove sia lo scandalo.
Chiedo cosa c’è dietro la solerzia dell’Antitrust nel perseguitare il sistema editoriale librario.
Chiedo ancora quali siano le qualificate fonti a fronte delle quali le associazioni dei consumatori hanno infarcito di “j’accuse” i loro proclami.
È poi pienamente da condividere il pensiero rivolto da Federico Motta, Presidente dell’Associazione Italiana Editori, al Ministro Tremonti, il quale ritiene che i libri e i loro contenuti debbano avere una certa stabilità, non foss’altro, replica Motta, che dal 1997 a oggi gli ordinamenti scolastici, i programmi e le Indicazioni nazionali siano stati modificati tre volte dai Ministri in carica (nel 1997, nel 2003, nel 2007). E questo cambia i testi.
È giusto, infine, prendere responsabilmente atto anche delle istanze di tutti quegli operatori che con l’editoria scolastica ci vivono e che invocano l’intervento da parte degli organi a ciò preposti a dissuadere le scellerate pratiche di vendita abusiva di libri scolastici usati praticate in qualsivoglia luogo a beffa delle normative fiscali e commerciali sia nazionali che territoriali.
Paolo Falzea
Delegato per la Calabria dell’Associazione Italiana Editori.




