A Reggio Calabria arriva MED Fest – Mediterraneo e Saperi, organizzato dalla componente PD “A testa alta per la Calabria” che fa riferimento a Peppe Bova e dalla RUN – Rete Universitaria Nazionale, presente con oltre 100 studenti da tutta Italia. L’obiettivo è lanciare un messaggio. Semplice. Se federalismo dovrà essere la Calabria sarà protagonista in questo percorso assieme al tutto il meridione: “da Sud e non da Sudditi”.
Una manifestazione di ampio respiro politico che aprirà i battenti oggi pomeriggio, 4 settembre, con una sessione di lavoro pomeridiana (I saperi tra università e sviluppo) e proseguirà fino a domenica 7 settembre.
Ma l’attenzione di molti osservatori è rivolta alla giornata di venerdì. A Reggio Calabria arriva Massimo D’Alema, che a giugno a battezzato il suo nuovo movimento, RED (Riformisti e Democratici), che si propone come una aggregazione culturale del Partito Democratico fortemente caraterizzata da caratteri di riformismo. Un’intervista a più voci vedrà appunto protagonista l’ex Ministro degli Esteri e presidente della fondazione “ItalianIEuropei”.
I giornalisti avranno così modo di capire meglio quali siano effettivamente le intenzioni e cosa si propone il movimento da poco battezzato. Soprattutto se sia vera una delle sue primissime affermazioni: “non rompo le scatole a Veltroni”.
Per Giuseppe Bova, che ha esaltato “il lavoro dei ragazzi e delle ragazze della componente A Testa alta per la Calabria del PD calabrese”, Med Fest è il segno tangibile della voglia di “valorizzare quello che abbiamo e salvaguardare le ricchezze” di una Calabria che “non è tutta macerie e malagente”.
Si parlerà di federalismo e Bova è convinto si debba essere fortemente “propositivi”.
“Ci facciamo carico di ripensare il futuro” perché urlare e basta all’approssimarsi di un pericolo è un comportamento sterile”.
In questo senso è stato pensato il dibattito di sabato 6 settembre dal titolo “Saperi, autonomia e responsabilità: le chiavi per cambiare la Calabria”.
Un passaggio breve sulle nuove prospettive politiche alla luce della nascita di RED anche in Calabria che apre scenari inediti, rafforza il PD, ma fa storcere il naso a chi non vede di buon’occhio l’apertura verso il centro di un partito ritenuto fin troppo appiattito.
“Sui principi non accettiamo compromessi – dice Bova – ma in politica serve equilibrio.”
La parola moderati è smorzata, messa da parte, Bova sta per pronunciarla completamente ma la rimangia per lasciare il posto ad un “siamo gradualisti” che ha il sapore del vecchio confronto/scontro dialettico tra comunisti e socialisti ricondotto nell’alveo di una più semplice teoria del “consenso prevalente” che Bova ritiene si debba perseguire.
Ci sono anche Boris Madaffari, presidente del Consiglio degli Studenti, Nino Cilione, membro di RUN ed ex segretario della Sinistra Giovanile ed Alessia Zappia coordiatrice provincale del PD. Rappresentano in qualche modo quei ragazzi ai quali Bova si è rivolo spesso per “riconoscere il merito dell’impegno e della capacità “in un’epoca in cui ciò non è ovvio”.
La manifestazione si concluderà domenica con la presentazione nazonale di progetto di legge di iniziativa popolare sulla riforma dell’Università.
Antonino Monteleone




