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Parco Nazionale Pollino: pronto piano per abbattere cinghiali

3 Settembre 2008
in Cosenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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L’allarme lanciato da diversi sindaci del Parco del Pollino e da ultimo dall’assessore provinciale di Cosenza, Arturo Riccetti, sull’emergenza cinghiali, seppure giustificato, merita qualche chiarimento. Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino, fa sapere di ”avere attivato tutte le procedure necessarie per partire con il Piano sperimentale di abbattimento selettivo dei cinghiali, lunghe ma indispensabili per attuare il Piano. Ora siamo nella fase di attuazione – dice Pappaterra – come ben sanno tutti i soggetti interessati, sindaci, province, organizzazioni professionali di categoria e opinione pubblica. ll Parco – precisa Pappaterra – seppure con tempi dilatati, perche’ tali sono quelli richiesti dalla burocrazia, sta facendo tutto quanto e’ nelle sue possibilita’ per alleviare il nocumento procurato dai danni e per cercare di intervenire sul disequilibrio verificatosi con la proliferazione della specie”. L’adozione del Piano e’ ormai storia. Il suo iter parte con il parere favorevole dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica e di quello del Ministero dell’Ambiente a fine 2006. Dopo aver consumato tutti i passaggi necessari alla sua attuazione, compresa la selezione degli operatori, il 4 agosto scorso si e’ proceduto a richiedere alle dieci strutture adibite alle operazioni di macellazione presenti sul territorio del Parco, la disponibilita’ ad eseguire le operazioni di ispezione delle carcasse e prelievo campioni biologici per analisi di laboratorio (spellamento delle carcasse e smaltimento pacco intestinale, pelle e setole). Sempre con la stessa determinazione si e’ proceduto ad indire una procedura per individuare la ditta alla quale affidare il servizio di trasporto, con mezzo refrigerato idoneo, le carcasse di cinghiali dal luogo di abbattimento ai macelli. In questi giorni, infine, l’Ente sta approntando un apposito protocollo d’intesa per regolamentare i rapporti tra il Parco e ogni operatore di selezione in merito anche alle responsabilita’ durante le operazioni di abbattimento. ”E’ necessaria, a questo punto – conclude Pappaterra – la sinergia di tutte le Istituzioni affinche’ il problema sia affrontato e per quanto possibile debellato. D’altronde e’ fin troppo chiaro che non riguarda solo il territorio protetto. Cosi’ come vi sono comuni del Parco, come quello di Cerchiara di Calabria, letteralmente invasi dai cinghiali. E sappiamo bene che l’intervento dell’uomo non e’ piu’ differibile”. (Asca)

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