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Lì dove c'è una cattedrale nel deserto della cultura…

1 Settembre 2008
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Antonio Nicolò – Sembrerà strano, ma esiste una biblioteca comunale nella circoscrizione di sbarre, certamente poco conosciuta ai più. E fin qui la cosa rientra nella normalità di questa città. Ma il fatto che questa biblioteca sia dotata solamente di 5.700 libri (sic!), di cui 2.500 donati

dall’Associazione Alleance Francaise, tre bibliotecari ed un LPU, forse nessuno lo sa. Insomma, volendo esagerare, una “piccola cattedrale nel deserto della cultura”.

Da circa vent’anni questa biblioteca è allocata su due piani (un po’ fatiscenti a dire il vero) di cui il Comune si fa carico di pagare regolarmente l’affitto.

Rinfreschiamo la memoria a tutti: il Sindaco Scopelliti, in questa legislatura aveva detto di voler puntare sulla cultura, cosa che io avevo accolto con “fanciullesco e speranzoso entusiasmo”. Bene. Ed allora quale migliore occasione di questa per parlare di cultura ?

Ci sforziamo ad “importare” cultura esterna per creare una coscienza sociale, ma bisogna stare attenti a non trascurare la parte più importante che è le risorsa del territorio.

E possiamo affermare, senza il timore di essere smentiti, che la cultura non deve essere solo considerata quale strumento di formazione, ma anche come elemento fondamentale e caratterizzante l’essere umano e la sua realtà.

La cultura è l’uomo ! ed esiste, parafrasando il nostro filosofo Giovanni Gentile, un nesso tra la cultura e l’educazione.

All’uomo è essenziale la coscienza dell’esser suo, quale solo la cultura umanistica può darla. Senza siffatta coscienza non c’è moralità vera, intelligente, non c’è economia sagace, non c’è politica chiaroveggente.

Ed allora è anche vero ( potete pur stare certi ) che una biblioteca riconosce l’utilità dell’informazione per il soddisfacimento delle esigenze informative ed educative della comunità locale e dei singoli utenti.

Può rappresentare un momento di aggregazione, di confronto delle idee, del coinvolgimento del cittadino alla vita pubblica: partecipa al realizzo della sua formazione .

Pensiamo anche ai tanti giovani, meno fortunati, che non hanno la possibilità di acquistare un libro o un giornale oppure collegarsi ad Internet.

Una biblioteca può fornire tutto questo attraverso il potenziamento del patrimonio librario, con l’istituzione di una emeroteca (che è una raccolta di giornali, riviste e pubblicazioni periodiche per consultazione e lettura ) e con un punto internet gratuito, considerata l’utilità dell’informazione elettronica che integra i tradizionali documenti cartacei.

Una biblioteca può rappresentare il luogo di una serie di iniziative di incontri con scrittori, artisti locali ed uomini di cultura per favorire uno scambio di informazioni utili alla crescita individuale ed allo stimolo verso la conoscenza ed il bello.

Una biblioteca può rappresentare, se ben organizzata, un momento di incontro/confronto tra i residenti per discutere delle problematiche del territorio e rendersi parte attiva.

Il mio è’ forse un “sogno utopistico” in una realtà come la nostra, ma credo valga la pena di tentare, se realmente vogliamo cambiare il volto di questa città che “deve”, necessariamente, passare attraverso la formazione di una coscienza civica.

E’ giusto puntare sulla cultura, perché le premesse culturali sono inscindibili dal qualsiasi progetto politico. Ma, attenzione, le scelte devono essere “adeguate” e “lungimiranti”.

Diamo la possibilità alla circoscrizione di Sbarre di avere una biblioteca funzionale, efficiente e che sia, una “risorsa di sapere” per i tanti giovani ed anziani del territorio.

Con un po’ di buona volontà e con un irrisorio dispendio economico, si potrà garantire un servizio la cui utilità sociale (spero lo si comprenda) è fuori discussione.

Bene le promozioni culturali “esterne,” ma a nulla servono se trascuriamo le realtà locali: una biblioteca è “patrimonio culturale locale” guai a dimenticarsene.

Quale delegato alla cultura ho sentito l’esigenza di portarvi a conoscenza di tale realtà,  offrendo, da subito, la mia disponibilità alla risoluzione del problema. Ad altri la parola definitiva.               Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale –

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