Incendi ed intimidazioni a catena nelle campagne del vibonese, quasi tutti nel comprensorio del Poro, un vasto territorio ad alta vocazione zootecnica, negli anni passati devastato, fra l’altro, dal fenomeno dell’abigeato. La notte scorsa ignoti hanno incendiato una stalla con annesso fienile a Rombiolo , stanotte poco distante altra intimidazione nei confronti del consuocero di quest’ultimo, senza contare la distruzione di una grossa stalla nella vicina Limbadi e di quella di dimensioni piu’ piccole a San Gregorio, alle porte di Vibo Valentia. Si tratta di quelle piccole aziende agricole sopravvissute agli attacchi della criminalita’, la cosiddetta ‘Mafia rurale’ come e’ stata battezzata dallo storico Saverio Di Bella, gia’ componente della commissione parlamentare Antimafia. Lo scopo della criminalita’ organizzata , secondo lo studioso, sarebbe quello di costringere i contadini a lasciare quelle fertili campagne dove tra una pianta di granturco e l’altra viene coltivata anche della canapa indiana, per potersele accaparrare a poco prezzo, desertificando cosi’ il territorio e creando delle grosse mandrie, le cosiddette vacche sacre, da affidare ad extracomunitario. Nella lotta che e’ scoppiata tra clan per il predominio del territorio, qualche anno addietro, e’ stato assassinato Raffaele Fiammingo, un grosso boss della zona, legato al clan Mancuso, altro boss, Giuseppe Accorinti, sempre della zona, condannato a 21 anni per reati associativi, qualche settimana addietro e’ stato scarcerato per decorrenza dei termini. (AGI)




