Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Pino aver appreso, stamattina, la notizia che ci avevi lasciato ha sconvolto un pò tutti. Chi ti conosceva bene e chi ti aveva preso a cuore, dopo averti conosciuto attraverso il messaggio sociale di “Cuore Siulp” dello scorso anno, quando hai voluto condividere con tutti noi la tua storia. Conserviamo ancora i tuoi messaggi, le tue parole, le tue speranze ma soprattutto le tue paure. Il tuo coraggio a combattere qualcosa che si è rivelata più grande di te, anche più grande di noi che cercavamo di starti vicino in qualche modo, è un esempio ed uno stimolo per non fermarsi davanti a nulla. Di alzare la testa e combattere fino in fondo, anche se qualche volta si esce sconfitti, ma a testa alta. Come hai fatto tu, sfidando la malattia in ogni momento, guardando la morte negli occhi più di una volta, trovando la forza in ogni piccolo gesto o parola che tanti amici e colleghi ti donavano. Non abbiamo mai trovato tanto naturale coinvolgimento per il destino di una persona. Eri uno di noi, una persona speciale capace di regalare un sorriso ed una parola di conforto a chiunque incontravi, a prescindere da come stavi dentro, da come ti sentivi fisicamente. Ammiravamo la tua forza d’animo. L’ultima volta che abbiamo sentito la tua voce al telefono, alcuni giorni fa, nonostante le tue enormi sofferenze, confermate da chi ti assisteva amorevolmente e da cui traevamo le notizie quasi con cadenza giornaliera, abbiamo notato una incredibile lucidità mentale e una passione immensa per la vita, quella stessa vita che una maledetta malattia ti stava togliendo, tale da infondere coraggio e stimolo per continuare a combattere giornalmente per realizzare sempre qualcosa di importante per chi soffre. Ricordiamo perfettamente le tue parole: se vi fermate voi chi continuerà nel vostro operato? Hai ragione Pino, non possiamo fermarci, come dicevi sempre tu “…..non bisogna mai arrendersi e bisogna tirare fuori gli artigli per vivere fino in fondo questa meravigliosa vita”. Ti promettiamo che cercheremo di continuare a farlo anche per te e soprattutto continueremo a voler bene a te, a tua moglie Tania, ad Andrea e Davide, “…come abbiamo fatto sempre ed a volere bene a tutti coloro che fanno parte del mondo della sofferenza, quelli che conosciamo e quelli che non conosciamo”.
Ti aggiungiamo che insieme a tutti gli amici del Siulp abbiamo deciso di intitolarti il Premio “Vicino a Noi” ed aggiungere il tuo nome accanto alla denominazione per ricordarci, ma soprattutto far ricordare a tutti gli altri, per sempre, la tua splendida persona.
Il ricordo che ognuno di noi porterà dentro di sé, farà in modo che tu rimanga sempre in mezzo a noi.
Ora, però, ti chiediamo, da lassù dove sei, dove sicuramente non soffrirai più, di continuare a stare vicino ai tuoi cari ed a tutti coloro che ti hanno voluto bene affinchè trovino ogni giorno la forza per andare avanti, anche perché “Più passa il tempo e più mi convinco che l’unica cosa per cui valga la pena di vivere e morire è il privilegio di rendermi più utile e di rendere qualcuno più felice. Nessun uomo che faccia qualcosa per il suo prossimo fa un sacrificio”.
Ciao amico nostro
Gli amici del Siulp




