Riceviamo e pubblichiamo:
La politica microscopica continua ad imperare nella nostra città. La politica dei posti di finto governo, di sottogoverno, quella che esalta la spartizione ed il clientelismo più becero e pericoloso, rispunta sotto le sembianze di un rimpastino di giunta, che non inciderà sulle migliori sorti della città e dei cittadini alle prese, sempre di più, con le solite emergenze nel disinteresse di chi governa, ma servirà alla “castina” politica solo per rafforzare il proprio potere di influenza e di controllo clientelare. Così l’estate che volge al termine ci regala affermazioni che anticipano l’aria autunnale: il sindaco di Reggio si autoproclama miglior politico calabrese, tant’è che Palazzo Alemanni non sarebbe degno di un suo personale impegno, e parte dei suoi alleati (Mpa e Pattisti) minacciano pubblicamente “sfaceli”, nel caso in cui non dovessero essere riconosciute le loro richieste di riposizionamento nella spartizione dei posti di sottogoverno (società miste, dirigenze; peccato non sia annoverabile anche la Sogas).
Insomma chi dovrebbe governare si dimostra impegnato in tutt’altre faccende, e nel frattempo i reggini si scontrano con la realtà delle solite croniche e gravi emergenze strutturali che si sarebbero potute superare con la dovuta attenzione e dedizione al bene collettivo.
In particolare, sono due le opere pubbliche che da troppi anni ormai attendono di vedere la luce: la viabilità alternativa alla Statale 106 ed il ponte di collegamento alla frazione di Paterriti. Entrambe fanno parte degli obiettivi del governo cittadino dalla scorsa legislatura, eppure per la loro realizzazione non si è mai andati oltre le mere chiacchere.
La Statale 106 è l’unica arteria stradale che collega la zona sud della città agli Ospedali Riuniti. Essa era già difficilmente percorribile prima dell’inaugurazione del nuovo edificio del Liceo scientifico “Alessandro Volta”, ed ora rappresenta un vero e proprio incubo per quanti ogni mattina devo necessariamente attraversarla per raggiungere il centro cittadino. Per non parlare, poi, delle decine di incidenti stradali che una nuova arteria alternativa alla ribattezzata “superstrada della morte” potrebbe facilmente scongiurare.
Inoltre, il ponte Paterriti è l’opera che consentirebbe, grazie all’attraversamento della fiumara Valanidi, di collegare dignitosamente e stabilmente la città con questa sua frazione e con gli importanti reperti archeologici di Santa Niceto, risalenti al periodo bizantino della nostra città. Si tratta di un percorso culturale di grande pregio, al momento di difficile accesso.
Reggio attende risposte, serie e tempestive. L’augurio è che la compagine di centrodestra possa al più presto riassettarsi ed iniziare, finalmente, ad occuparsi con serietà delle problematiche della città. Non in ultimo, sarebbe auspicabile una parola chiarificatrice sull’effettivo stato finanziario del Comune: non vorremmo che Reggio facesse la medesima fine di Taranto e Catania.
Il capogruppo dei DS in Consiglio comunale
dott. Demetrio Martino




