L’assessore regionale Naccari Carlizzi in merito alla notizia pubblicata da un quotidiano regionale e da L’Unità circa un suo coinvolgimento nella qualità di indagato in una indagine sugli immobili sequestrati alla criminalità organizzata, comunica di avere incaricato il suo legale per ottenere una adeguata tutela penale e risarcitoria dal giornale Calabria Ora. Infatti l’assessore Naccari Carlizzi non è stato mai interrogato né è mai stato indagato nel procedimento penale in questione.
Al contrario è stato sentito quale persona informata sui fatti, in quanto ex vice sindaco ed ex sindaco di Reggio Calabria, fornendo informazioni e un contributo atto a qualificare le attività amministrative svolte dalle amministrazioni Falcomatà-Naccari Carlizzi come esempi di buone pratiche,contributo particolarmente apprezzato dagli organi giudiziari.
L’assessore non comprende come su vicende assolutamente vecchie e che in alcun modo lo hanno visto passibile di attività censurabili, penalmente o moralmente, sia possibile dare una rappresentazione totalmente errata e fuorviante, estremamente lesiva della sua immagine e reputazione. La circostanza di essere elencato insieme a varie centinaia di persone, la stragrande maggioranza delle quali probabilmente in alcun modo indagata, non attenua la gravità del danno subito.
Piace ricordare che sono frutto dell’azione amministrativa di Demetrio Naccari Carlizzi, come assessore prima e come capo dell’amministrazione poi, il lavoro di catalogazione, il censimento, l’acquisizione dei contratti e la realizzazione di un gruppo intersettoriale che ha realizzato presso il Comune di Reggio Calabria, il database sui beni confiscati, le verifiche e i sopralluoghi sul campo e il recupero dei canoni dovuti ed un puntuale pagamento al Comune di quelli in corso.
E’ da sottolineare che tali attività figurano tra gli obiettivi affidati formalmente mediante il Piano Esecutivo di Gestione del Comune. E’ stata ancora l’amministrazione Naccari Carlizzi che ha inviato gli atti di diffida e messa in mora agli ex titolari dei beni confiscati per recuperare i canoni non ancora corrisposti e acquisire la completa disponibilità di tutti i beni.




