Il problema della collocazione geografica di un nuovo ospedale della Piana è un falso problema in una fase in cui la sanità calabrese e reggina è in grave difficoltà, non solo per ragioni di tipo organizzativo e logistico, ma soprattutto per cause finanziarie ed “ambientali”.
Il Commissariamento dell’ASP reggina è la conseguenza di una grave e pesante situazione economica fortemente condizionata dal malaffare che ha ridotto nel corso degli anni la sanità a Reggio e nella Piana, uno strumento troppo spesso al servizio di forze colluse con malapolitica, massoneria e mafia, piuttosto che uno strumento al servizio dei cittadini e degli ammalati.
E’ assurdo attaccare la scelta della Giunta Regionale, la più giusta ed equilibrata possibile, la meno dispendiosa, la più graduale, di collocare il nuovo ospedale a Palmi e di mantenere attivo quello di Polistena. Sembra ormai chiaro che l’obiettivo irresponsabile e strumentale, dei sostenitori dell’ospedale unico di Cannavà non è quello di creare un sistema sanitario migliore ed efficiente nella Piana, fondato su due grandi ospedali di riferimento, uno sulla costa l’altro interno, ma di voler far chiudere l’ospedale di Polistena.
L’ospedale di Polistena che sino ad oggi si è sobbarcato da solo la quasi totalità delle prestazioni, garantendo la continuità ed il funzionamento della sanità pubblica per la Piana di Gioia Tauro, parte del vibonese, l’area montana della Limina, il carico di incidenti della SGC Jonio-Tirreno, non può essere chiuso, né limitato. La sua collocazione interna, le sue professionalità, i suoi medici, i suoi reparti in più occasioni elogiati per il lavoro svolto, meritano certamente di crescere, essere ampliati e potenziati, pur sapendo che la Piana ha bisogno di un salto di qualità ulteriore che il nuovo ospedale di Palmi con 300 posti letto, abbinato a Polistena, potrebbe assicurare.
Per aver mantenuto una posizione coerente e chiara, oggi registriamo l’attacco indegno di una cordata composta dal deputato Belcastro, dall’UDC di Gioia Tauro, e da altri personaggi a briglie sciolte, che agitano spauracchi, arrivando al punto di lanciare accuse personali e false.
Il deputato Elio Belcastro, dall’alto della sua posizione di parlamentare di tutti i calabresi e non soltanto di Rizziconi, avrebbe fatto meglio, piuttosto che rinchiudersi nel suo feudo rizziconese, ad interrogarsi su quali forze potevano fare da sfondo all’ipotesi di costruzione di un ospedale unico nell’area di Cannavà, particolarmente attenzionata dalla magistratura negli ultimi tempi.
Non accettiamo lezioni da chi ha preferito tacere quando la Giunta Regionale scelse provvidenzialmente ed in tempi non sospetti, di sostituire la dicitura di “unico ospedale”, lasciata in eredità dal centrodestra amico di Belcastro che avrebbe comportato la cancellazione di tutti gli ospedali della Piana, con quella di “ospedale nuovo” fortemente voluta dalla nostra parte politica indispensabile ad assicurare qualità e quantità ai livelli di assistenza in attuazione del PSR.
Costoro vorrebbero demolire con ragionamenti fotocopia, calunniosi e per nulla originali, una svolta decisiva che può restituire finalmente dignità alla sanità della Piana, accontendandosi di recitare il solito ruolo di oppositori accecati da un odio personale ed ingiustificato verso un ospedale come quello di Polistena e verso il partito dei Comunisti Italiani, le istituzioni e le persone che hanno sempre difeso con onestà e trasparenza e lontano da qualunque forma di condizionamento, la sanità pubblica nella Piana di Gioia Tauro.
Reggio Calabria 20-08-2008
Michele Tripodi
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
Assessore Provinciale




