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“Caro dì qualcosa”…”Sì, taci”

21 Agosto 2008
in Storie
Tempo di lettura: 2 minuti
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reggio_calabria_stretto_di_messina_mortelliti_strill.jpg
di Giusva Branca
– Loiero dà del brigante a Bossi, gli scagnozzi di questo rispondono al Governatore della Calabria ricordando storia, prediche, pulpito e gli oltre 30 enti calabresi sciolti per mafia.

Intanto, mentre la sanità calabrese affonda ogni giorno di più e per la terza volta in pochi mesi la violenza aggredisce i bambini, va in scena il consueto balletto di dichiarazioni, con Loiero stesso in testa all’utilizzo di aggettivi  “standard” (il range va da esecrabile a intollerabile passando per inaudito).

Il tutto mentre, su altro fronte, il Sindaco di Reggio, Scopelliti o, come lo hanno ribattezzato su scala nazionale gli amici di Rtl “Dj Peppe”, ripete come un disco rotto che in riva allo Stretto c’è la gioia, il divertimento. Il che è vero, ma qualcuno ribatte che, purtroppo c’è anche dell’altro.

Tutti parlano, spesso straparlano, ma i problemi, spesso i guai restano lì.

Da Loiero stesso, piuttosto che infantili polemiche lessicali con Bossi, ci aspettiamo che tracci una via, la meno dolorosa possibile per la Calabria, rispetto ad un processo di federalismo ormai irrimediabilmente innescato e rispetto al quale non è più possibile fare marcia indietro.

Sono giorni delicati, delicatissimi, la guerra della ripartizione delle risorse si gioca sul filo e non passa settimana che – giustamente – non si assiste ad una presa di posizione del Governatore del Veneto piuttosto che di quello della Sicilia o della Toscana nel tentativo di alzare la posta.

Vorremmo capire cosa ha in mente la Calabria e, soprattutto, non solo a livello di politica regionale, quale sia la strada per tracciare realmente quel solco di discontinuità col passato che – unico e solo – potrebbe rappresentare la traccia di speranza per un futuro oscuro.

In Sicilia da oggi i compensi relativi a qualunque tipo di consulenza o contratto stipulato dall’Ente locale non sono erogabili se il contratto medesimo, la delibera e, ovviamente, l’importo non sono stati pubblicati su internet.

In Calabria, a proposito di diluvio di parole, tutti gli Enti locali potrebbero cominciare da questo segnale per indicare a tutti i percettori di prebende più o meno occulti che la ricreazione è finita.

Troppo facile, troppo rischioso; illusioni non ce ne facciamo, ma, almeno, parafrasando ciò che disse nel leggendario “La gatta sul tetto che scotta” il marito alla moglie che insisteva affinchè lui intervenisse dicendo, finalmente, qualcosa: “Tacete!”

 

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