Considerazioni sull’informazione di Stato
Svegliatomi di buon’ora, come ogni mattina, accendo la TV con la speranza di non dover ascoltare e/o vedere notizie, reportage sconvolgenti. Subito smentito dai belligeranti contendenti Russo/Georgiani e dalle brillanti performance dei nostri atleti impegnati in quel di Pechino, la mia attenzione si sofferma sul canale di Stato, e precisamente Rai1. Il conduttore, abile?!, introduce un argomento a Lui poco affine: LA ‘NDRANGHETA.
La presenza di uno scrittore di origine Calabrese, impegnato in un suo recente scritto e l’autorevole presenza del Dott. Macrì della DDA, suscita in me e certamente in altri miei conterranei, un po di sollievo. Mio malgrado, devo ascoltare i soliti cerimoniali da gente inesperta nel riportare notizie “spogliate” da commenti soggettivi e da luoghi comuni. Tutto ciò, fomenta la già ripetuta sensazione di fastidio e di ribellione; se dovessi
inserirmi nel merito dell’ “inedita” disquisizione, rischierei di fare ciò che sto pubblicamente condannando. Per abbreviare – ai professionisti dell’informazione di Stato – invece di lanciare “strali” contro chi la ‘Ndrangheta la combatte, anche, a “colpi” di eventi (culturali), manifestazioni (culturali), incontri (culturali), scambi (culturali), inedite esposizioni (culturali), ecc… ogni benedetto giorno, o a chi, come le forze dell’ordine e la magistratura, mette a repentaglio la vita per servire lo Stato, perché non provate a segnalare quanto di bello e pulito c’é nella nostra Calabria, di quanta gente si fa valere ( in tutto il mondo ) per le Sue capacità e così dicendo…
Provateci, almeno una volta al giorno!
Giuseppe Daniele Canale




