
Un gesto simbolico, forte e assolutamente pacifico. Che ha parlato a migliaia di persone a Roma, che era rivolto al ministro dell’Interno Roberto Maroni
impegnato al Senato nei chiarimenti – del tutto insoddisfacenti – sui fatti di Rosarno e alle forze politiche e sindacali di questo Paese: quello che è accaduto riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico.
Così come associazione daSud abbiamo scelto di stare in piazza Navona a Roma insieme a partiti, associazioni, movimenti, sindacati, artisti e semplici cittadini per distribuire simbolicamente le arance di Rosarno. Arance amare, sporche di sangue. Arance che devono ricordare a tutti che si deve uscire dall’agghiacciante ipocrisia per cui tutti sanno che esiste un fenomeno di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti e nessuno fa nulla per la loro tutela e integrazione.
Rosarno è un caso nazionale perché è un prodotto delle politiche sulla sicurezza di questo governo, perché è un caso umanitario, perché è un tipico episodio di sfruttamento ed è un prodotto della questione meridionale, perché si interseca con il problema della ‘ndrangheta, perché occorre ripristinare l’agibilità politica e democratica in Calabria. E per questa ragione ci faremo promotori di nuove e pacifiche iniziative per tenere alta l’attenzione su Rosarno.
Lavoreremo insieme a tanti altri per una mobilitazione nazionale – che attraversi il Sud e che abbia una sua forte caratterizzazione in Calabria – che sia più larga possibile e che coinvolga associazioni e partiti, sindacati e organizzazioni di massa, chiesa e movimenti, cittadini e cittadine che dicono no al razzismo e che si basi sulla consapevolezza che la tutela dallo sfruttamento sul lavoro e le politiche dell’accoglienza sono la vera garanzia della sicurezza sociale.




