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Lamberti: “piego la testa solo davanti a Dio e alla Patria”

13 Agosto 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 6 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo dall’Editore di ReggioTV, Eduardo Lamberti Castronuovo:

La pazienza ha un limite.
Ed io l’ho superato abbondantemente per colpa di una città che amo profondamente ma non merita affatto la mia abnegazione e la mia onestà.Per colpa di troppi, ormai.

Non sono disposto a farmi linciare. Mi ribello. Mi ribello alle ingiustizie, alle sporche macchinazioni, agli anonimi vigliacchi, agli approfittatori, agli invidiosi.

Lavoro fin da quando avevo l’età per i viaggi, che non ho fatto, e fin da quando aiutavo l’azienda di Papà scaricando – con gli operai – i vagoni di merce. Non me ne sono mai vergognato, anzi ne vado orgoglioso.

Ho studiato sodo notte e giorno.

Non ho mai violato la Legge.

Non ho mai avuto vantaggi di nessun tipo da chicchessia. Non ne ho mai chiesti.

Ho creato dal nulla una struttura di cui la Città onesta e leale ne va fiera. Ho formato decine e decine di giovani, oggi professionisti di spessore.

Ho dato tutto me stesso alla professione salvando spesso vite umane, se non con la mia modesta opera, con quella di tutti coloro che collaborano con me.

Ne ho subite di tutti i colori. Dagli attacchi della malavita, rintuzzati con la Legge e la costituzione di parte civile, alla maldicenza: la leggenda metropolitana che non pago gli stipendi ai dipendenti mi ha tormentato per anni. I miei difensori: gli stessi dipendenti che a centinaia lavorano con me da dieci, venti, trent’anni.

Battaglie, lotte, discussioni affrontate sempre a testa alta, con l’orgoglio dell’onestà e sempre con la Legge come scudo. Non potenti di turno. Non politici. Non ho mai avuto né ho tutori o padrini!

In molti hanno cercato di abbattermi. In questa Città chi si fa da solo non deve essere elogiato ma distrutto. Come si è permesso di emergere?

Da dieci anni, coinvolto dal desiderio di far sempre di più per la mia Terra, ho pensato di realizzare Reggio Tv. Non con contributi ma con il frutto del mio lavoro. Non per guadagnarci (la gestione di una tv non è certo remunerativa, se si rispettano le regole e non si è asserviti al Potere) ma per realizzare un sogno di tanti: la libertà nell’informare.

Interferenze, attentati ai ponti radio, alla struttura, furti di telecamere e attrezzature, cause intentate da truffatori e chi più ne ha, più ne metta: tutto per dissuadermi. Ma la caparbietà non mi manca. Ed ….alla via cosi!

Tralascio le vicende politiche. Sono sotto gli occhi di tutti.

Veniamo ai giorni nostri ed alla goccia che sta facendo traboccare il vaso.

Vicenda nuova sede.

Con la mentalità di chi ritiene di saper imprendere metto in campo l’idea di dotare la Città di una struttura televisiva che conurbi Reggio, Messina e Villa San Giovanni.

C’è un’area industriale a Campo Calabro. Mi informo. Ci sono disponibilità di terreni dedicati ad insediamenti. Faccio la domanda. Una prima, una seconda una terza volta negli anni. Titubanze naturali per chi rischia in proprio. Poi c’è la possibilità di partecipare al meccanismo del credito d’imposta (per chi non sa, non sono contributi dello Stato ma risorse che tu produci) per una parte della spesa.

Coraggio, si va avanti.

Maledetto il momento che non ho pensato a me stesso, alla mia famiglia, ai miei personali interessi. Come fanno quasi tutti.

Qui da noi chi si lambicca il cervello per creare occupazione, cose nuove, risorse per la Città non viene ringraziato, aiutato ma fortemente osteggiato anche da chi fa finta di “indignarsi”. Come il caso della Signora Caterina (almeno cosi si firma), che dietro lo scudo dell’anonimato scaglia dardi contro l’imprenditore Lamberti che si è permesso il lusso di usare “come è suo costume” i mezzi mediatici per tutelare un legittimo interesse della sua impresa e di quelli di ben alte cinque, diconsi CINQUE aziende che non possono lavorare per 300 metri di strada non realizzata da chi, AVENDO LE RISORSE, non ha ancora provveduto.

 

E la lettrice indignata parla di favori, questa volta ben interpretando un puerile tentativo di difesa di chi, MAI CHIAMATO IN CAUSA, ABBOZZA UNA DIFESA ricorrendo ad offese personali, rivelazioni di segreti d’ufficio ed elucubrazioni su irriconoscenze e mancate genuflessioni.

Eh no, cara signora Caterina!

Innanzitutto farebbe bene ad indignarsi per ben altro nella nostra Regione, e poi finiamola di trincerarci dietro nomi o pseudonimi. Chi scrive contro una qualunque persona, ha il dovere di firmarsi!

Veniamo ai fatti per lenire l’indignazione della signora Caterina.

Una lotta tra potenti, la definisce.

Se la mia “potenza” è rappresentata dalla forza della volontà, dal rispetto della Legge e della logica, dalla voglia di fare, allora mi riconosco. In caso contrario, la gentile Signora è fuori rotta.

Cosa lamenta il direttore dell’ASI?

Che non lo abbia adeguatamente ringraziato per aver fatto meno del suo dovere?

Per avermi venduto un terreno al prezzo stabilito dalla Legge? O mi ha praticato un qualsivoglia sconto?

Non ho forse corrisposto il dovuto? Ho pagato in ritardo?

Lamenta di aver dovuto  lavorare il 28 Dicembre. E’ vero. Ma è forse quel giorno festa?

E dove è il peccato di un imprenditore che cerca di utilizzare i pochi ausili che vengono dalla Legge, quali il credito d’imposta? Si badi bene, uno strumento non di concessione ma di diritto acquisito sulla base del lavoro già prodotto!! (sic!)

Trovo deprimente e foriero di scoramento per me, il dovermi difendere ,per la mia passione nel  ricercare spasmodicamente  soluzioni che creino posti di lavoro e sviluppo .Non bastano le contrarietà derivanti dal rischio d’impresa, devo anche aggiungerci quelli  da….mancata genuflessione?

Io piego la testa solo davanti a Dio ed alla Patria. Giammai davanti ai potenti di turno.

Sulle elucubrazioni mentali cui si lascia andare il Cosentino non mi soffermo. Ne risponderà in Tribunale dove sarà citato dal legale cui ho già conferito ampio mandato: l’avv. Monica Falcomatà del Foro di Reggio. Colà il citato dovrà fare i nomi della burocrazia “maneggiona e neghittosa”che ,a suo dire,  userei frequentare. Luoghi, persone e circostanze devono venir fuori! E al più presto.

Considerazione finale prima delle determinazioni che potrebbero vedermi prima o poi gettare la spugna: ad impossibilia nemo tenetur. Se questa Terra non vuole i figli come me, se non vuole progredire, faccia pure: seguirò anch’io la via dell’esilio. Così Caterina e Co. non si indigneranno più.

In estrema sintesi.

Come la mettiamo con le dichiarazioni dell’Assessore Regionale Francesco Sulla, che –visitando i luoghi con un componente l’Asi di Crotone – si è detto convinto della veridicità della mia denuncia e, riportando le affermazioni del Presidente dell’ASI dr. Fragomeni, ha assicurato che le somme stanziate sono sufficienti e che la strada si farà entro pochi mesi?

Vuoi vedere che tra Direttore e Presidente dell’ASI sono interrotte le comunicazioni?

E io che c’entro?

Il progetto Mensitieri non era dunque per una strada di pochi amici!

C’è di che scoraggiarsi.

Ma i colpi messi a segno in quaranta anni di lavoro onesto a Reggio, dall’Istituto De Blasi a RTV, con l’apprezzamento di tanta gente perbene, nonostante  una iniziale amarezza per queste vicende sconcertanti, mi danno la forza di andar avanti. L’orchestra dei giovani di Delianuova, i tanti riconoscimenti, l’ esperienza con i vigili urbani, l’apprezzamento degli avversari politici, la simpatia dei compagni di cordata, le strette di mano e l’incoraggiamento della gente comune e della mia famiglia sono il mio patrimonio intangibile che né le calunnie di quelli come Cosentino né le “indignazioni” di maniera della Caterina potranno mai scalfire.

Finché Dio vorrà.

Eduardo Lamberti Castronuovo  

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