
Trenta per euro per tre panini imbottiti: tanto hanno pagato in un bar nel centro di Tusa (Messina) due turisti di origini siciliane ma di cittadinanza britannica e residenti in Germania, e un torinese, tutti in vacanza ospiti di familiari. Un conto giudicato esorbitante da uno dei due britannici, M. C., che ha presentato un esposto alla tenenza della Guardia di Finanza
di Santo Stefano di Camastra allegando lo scontrino da 30 euro per la generica dicitura “reparto due”. Prima di sporgere denuncia, il turista e’ tornato nel locale accompagnato da un parente e ha inutilmente chiesto di restituire parte del denaro ipotizzando che la richiesta di 30 euro fosse dovuta a un errore. Ma il gestore ha confermato che il prezzo per i panini acquistati era quello. I sandwich erano imbottiti uno con prosciutto e formaggio e gli altri due con salame e mozzarella. “Eravamo con altri ragazzi, e non siamo stati gli unici a pagare cosi’ tanto per un panino”, ha raccontato il turista, incredulo anche per l’atteggiamento tenuto dal titolare del bar quando si e’ rifiutato di rivedere l’esoso conto. Il parente che ha accompagnato il giovane britannico nel locale per ottenere la parziale restituzione della somma ha fatto notare che normalmente non vengono prtaticati simili prezzi, e ha sostenuto che i 10 euro a panino sono stati richiesti solo perche’ l’esercente ha notato che i clienti erano stranieri. “Quando gli abbiamo detto che avremmo parlato con i giornalisti, il barista ci ha risposto ‘Meglio, cosi’ mi farete un po’ di pubblicita’”, ha raccontato ancora il turista. Pubblicita’ di sicuro, ma chissa’ se l’esercente ne sara’ poi cosi’ soddisfatto. (Agi)




