
In Calabria su 5.450 aziende ispezionate ed appartenenti ai diversi settori produttivi – agricoltura, commercio, edilizia, pubblici esercizi – 3132 (57%) sono state trovate non in regola con la legislazione vigente in materia di lavoro. Su 16.261 lavoratori intervistati nelle aziende ispezionate, 6336 (39%) sono risultati essere irregolari
e tra questi anche 122 extracomunitari, mentre il numero dei lavoratori impiegati in nero ammonta a 1186. E’ questo il bilancio dell’attivita’ dei servizi ispettivi periferici del Ministero del Lavoro, coordinati dal direttore regionale Biagio Principato, con l’ausilio dei Carabinieri organicamente inseriti nelle strutture provinciali del lavoro della Calabria. I dati confermano l’alto trend negativo nel settore dell’edilizia sul quale si e’ particolarmente incentrata l’attivita’ dell’organo di vigilanza. Su quasi 1.000 cantieri edili controllati, l’83% sono risultati irregolari: 630 lavoratori occupati in detti cantieri non erano in regola e 150 quelli utilizzati in nero. Nel corso dell’attivita’ di contrasto del lavoro irregolare sono stati inoltre scoperti 58 minori in violazione alle leggi in loro tutela. Per lo stesso periodo l’attivita’ ispettiva ha consentito il recupero in favore degli enti previdenziali ed a tutela dei lavoratori di 5 milioni e 203 mila euro di contributi evasi. Complessivamente sono state contestate 6103 violazioni amministrative ed accertate 1354 ipotesi di reato, di cui 1.003 in materia di sicurezza nei cantieri edili. E per questo sono state irrogate sanzioni per 5 milioni e 245 mila euro. Nel corso della stessa attivita’ si e’ proceduto al recupero a favore dei lavoratori di un milione e 322 mila euro per mancata applicazione da parte del datore di lavoro di diversi istituti contrattuali. Nel settore dell’agricoltura si e’ proceduto all’annullamento di 1138 fittizi rapporti di lavoro posti in essere al solo scopo di far beneficiare ad altrettanti pseudo lavoratori di prestazioni previdenziali e assistenziali, come la maternita’, malattia e disoccupazione, con un recupero di 5 milioni e 346 mila euro e sono state denunciate all’autorita’ giudiziaria 12 titolari di altrettante aziende. (AGI)




