“Nduja: Antropologia, Storia, Tecnologia, di un salume calabrese”. E’ questo il titolo di un volume fresco di stampa, frutto del lavoro di Antonio Pugliese, ordinario di clinica veterinaria all’universita’ di Messina, edito da Armando Siciliano. Un volume arricchito da oltre 205 fotografie e una copertina di colore rossastro, in perfetta sintonia con l’argomento. Il libro, un vero e proprio trattato sul tipico salume calabrese, e’ stato presentato a Spilinga, il comune del vibonese, patria della “Nduja”, in coincidenza con la famosa sagra che ogni anno si tiene di questi tempi con la partecipazione di migliaia di persone, soprattutto turisti che affollano la costa di Capo Vaticano. “La vittoria di un salume creato da una classe che poteva essere ritenuta di vinti, ma tali non erano, meritava una celebrazione, come quella che si trova in questo lavoro di Antonio Pugliese che con felice mano ha raccolto testimonianze e fatti scientifici, ma soprattutto antropologici”, ha scritto nella prefazione Giovanni Ballarini, professore emerito all’Universita’ di Parma, presidente dell’Accademia italiana della cucina. Una pubblicazione necessaria per far meglio conoscere, anche fuori dai confini calabresi e dell’Italia meridionale, un salume che ha tutte le caratteristiche per divenire importante e felice marcatore di una cucina mediterranea che non puo’ soltanto ridursi ai pur importanti e noti ingredienti quali l’olio, il frumento ed il vino, con i quali la “nduja s’integra in modo superlativo”. Il lavoro costruito con amore e competenza da Antonio Pugliese, che si e’ laureato con una tesi sulla “Nduja”, si divide in tre parti: la prima tratta la storia degli insaccati, la seconda parla della “Nduja”, con particolare riferimento a quella di Spilinga, con la spiegazione dell’etimologia del termine che deriverebbe dal francese “andouille”, le sue caratteristiche culinarie ed organolettiche, la terza su sua maesta’ il peperoncino. Un felice incontro tra vecchio e nuovo mondo, quello europeo del maiale e quello americano del peperoncino. A tenere a battesimo il libro, il sindaco Francesco Barbalace affiancato dall’assessore alla cultura Massimo Fiamingo e studiosi del calibro di Silvio Borrello, segretario generale del ministero della Sanita’, l’antropologo Luigi Lombardi Satriani, il veterinario Filippo Laria, lo storico Saverio Di Bella a cui e’ toccato il compito della presentazione vera e propria. (AGI)




