
L’editore di RTV: “Dalla Regione nessuna risposta. Pronto a clamorose iniziative”. Sembra ieri. E sono invece trascorsi 2 anni. E intanto le stagioni inseguono le stagioni, ma – se togliete le iniziative dei privati imprenditori – a Campo Calabro non si muove foglia. La vicenda è ben nota.
Più volte, i titolari di alcune vivaci realtà industriali hanno chiesto la realizzazione di un tratto di strada della lunghezza di 370 metri: un raccordo, senza del quale, aziende pur modernamente attrezzate (e che hanno avviato importanti attività produttive) si ritrovano in una sorta di “esilio coatto”. La burocrazia e la politica in Calabria fanno sempre così. Mutano gli scenari e la musica non cambia. Da rappresentanze sindacali, dal mondo del giornalismo, da quello delle professioni, continuano a pervenire, numerosi, attestati di solidarietà e simpatia per ReggioTV, che ha voluto creare la sua nuova sede, proprio nell’area industriale di Campo Calabro, e resta in attesa con le altre imprese dello stesso agglomerato industriale che i cosiddetti organi competenti (il Consorzio per l’area di sviluppo industriale e la Regione) facciano la loro parte.
Nel corso dell’incontro stampa, svoltosi proprio nella nuova sede di Campo Calabro, il presidente dell’ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri ha espresso compiacimento e soddisfazione per il progetto attuato da Produzioni Televisive Srl che – ha detto Soluri – “potenzia le strutture informative dell’intera Area dello Stretto, ponendo al servizio dei giornalisti e del pubblico strumentazioni all’avanguardia”. Tace anche l’Assindustria e gli altri organi chiamati invece a dare risposte alle imprese sorte a Campo Calabro continuano solo a farsi vivi, di tanto in tanto, con generiche assicurazioni. Poi, tutti, ripiombano in “beati sonni tranquilli”. Salvo, poi, “a rivendicare per questa regione nuove occasioni lavorative, investimenti, potenziamento degli apparati produttivi e così via”. Lo ha fatto ancora ieri il presidente della Giunta regionale Agazio Loiero, descrivendo la situazione drammatica della Calabria a causa di altrui inadempienze.
Ma è proprio a Campo Calabro, guarda caso, che ci sono già imprese che “hanno creato interessanti occasioni lavorative, hanno messo in moto attività produttive, operato investimenti a potenziamento dell’apparato produttivo della provincia”. E ci sono operatori già tentati a gettare la spugna. “Esser nati da queste parti – commentano – è una specie di disgrazia e si è più volte tentato di chiuder tutto e andare via”. E ce ne stanno altri, come l’editore di ReggioTV che non sono disposti a subire in silenzio e si ribellano contro le “miopie, le negligenze e le insensibilità di una burocrazia pigra e svogliata, capace di grandi dissertazioni, ma che alla fine sembra più interessata a favorire la smobilitazione generale e la fuga di chi fa impresa”.
In assenza di un riscontro alle richieste rimaste fin qui inevase, Eduardo Lamberti-Castronuovo dice: “protesteremo anche attraverso iniziative clamorose”. “Non difendiamo solo le nostre imprese – sostiene il dottor Lamberti –, la nostra difesa è ancora più strenua perché da operatori economici e sociali avvertiamo forte la responsabilità verso i giovani ai quali vanno conservate e potenziate le occasioni lavorative”.
Eduardo Lamberti-Castronuovo dice di non escludere neppure l’ipotesi di una sua protesta anche facendosi incatenare “a quella sbarra di Campo Calabro che costituisce essa stessa un eloquente segnale di disagio e malessere”




