
Nel corso del terremoto del 28 dicembre 1908 furono non pochi i sacerdoti, i regolari e i seminaristi periti tra le macerie. Ai sacerdoti reggini, alcuni molto conosciuti altri meno, periti in quella tragica circostanza, la Chiesa di San Giorgio al Corso e l’Associazione Culturale Anassilaos, nel centenario
della loro scomparsa, dedicano un Omaggio che avrà luogo domenica 3 agosto 2008 con una Santa Messa in suffragio celebrata da Don Antonio Santoro (ore 19,30 Chiesa di San Giorgio al Corso), l’inaugurazione di un bassorilievo commemorativo realizzato dall’artista Filippo Pizzimenti (20,30 Chiostro di San Giorgio al Corso) e il ricordo di tutti i sacerdoti caduti (ore 21,00 Chiostro di San Giorgio al Corso) con la partecipazione dello stesso Don Antonio Santoro, del Prof. Salvatore Azzarelli, del Dott. Stefano Iorfida. In quella tragica circostanza la Città di Reggio perse Mons. Cristofaro Maria Assumma, Decano della Cattedrale, lo storico e Direttore della Rivista Mons. Rocco Cotroneo e ancora il Canonico Domenico Parasporo, i Rev. Luigi Panuccio, Antonino Delfino, Domenico Romeo; i parroci Pasquale Delfino, Giuseppe Calandruccio, Antonino Bambara, Tommaso Cotroneo, Giovanni Foti, Giuseppe Romeo, Domenico Porcino; i sacerdoti Prof. Antonino Paolillo, Giuseppe Delfino, Giorgio Laganà, Prof. Domenico Callea, Prof. Giuseppe Germanò, Carmelo Gulli, Giuseppe Reale, Fabio De Blasio, Francesco Bellantoni, Pietro Facciolà
Beniamino Cordova, Giuseppe Suraci, Pasquale Mottareale, Pietro Cangemi, Antonio Toscano. Ad essi sono da aggiungere due giovani seminaristi, periti sotto le macerie della Stazione Succursale, di cui vengono tramandati soltanto i cognomi Falduto da Reggio Calabria e Rossi da Cardeto. Ad essi, come ebbe a scrivere il Parroco di Santa Maria del Soccorso Antonino Labate, che ne tramandò la memoria insieme a Padre Rocco Vilardi, la preghiera di volgere “”ad ora ad ora i pietosi sguardi su di noi poveri pellegrini” e l’invito di chiedere alla Vergine Consolatrice di non far mancare “i favori celesti per lavorare con frutto al sospirato risorgimento della patria terrena senza perdere mai di vista la futura”.




