«Ci impegnamo affinché lo sport sia promosso, organizzato e vissuto in modo da essere, soprattutto per i bambini, i ragazzi ed i giovani, scuola di democrazia, di partecipazione e di solidarietà» (“Giubileo degli Sportivi”, Stadio Olimpico di Roma, 29 ottobre 2000). Le parole di Papa Wojtyla e la promessa di un impegno a favore dei valori sportivi diventano realtà.
Dalla sinergia di cinque partner (Centro Sportivo Italiano, Mab.q, Istituto per il Credito Sportivo, Qui Group e Studio Ghiretti&Associati) nasce la “Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport”, autentico supporto organizzativo per la “Sezione Chiesa e Sport” del Pontificio Consiglio per i Laici e per l’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana. La Fondazione si prefigge l’obiettivo di coltivare e trasmettere l’insegnamento di Giovanni Paolo II applicando il Magistero della Chiesa nell’ambito sportivo, con un’attenzione particolare verso il mondo dei giovani. Quelle «sentinelle del mattino» alle quali andava spesso il pensiero di Papa Wojtyła, lui stesso grande appassionato di sci, canottaggio e altre discipline sportive. Tra i soci fondatori il Centro Sportivo Italiano. “Abbiamo numeri e storia per giocare da protagonisti all’interno di questa bella squadra – ha dichiarato il presidente nazionale Massimo Achini, presente all’inaugurazione tenutasi stamane nella Sala Marconi della Radio Vaticana -. Saremo orgogliosi di esserne il capitano”.
La mission della “Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport” e il suo programma triennale di attività sono state presentate dal presidente Edio Costantini, dal presidente onorario, vescovo di Fidenza, monsignor Carlo Mazza e da alcune tra le massime autorità del mondo dello sport e della Chiesa. In particolare, a pochi giorni dalla partenza della comitiva azzurra per le Olimpiadi di Pechino, il presidente del Coni Gianni Petrucci ha accolto con favore la nascita della Fondazione Giovanni Paolo II: «Nello sport si hanno responsabilità non solo nei risultati, ma soprattutto nei valori etici che si trasmettono. Noi siamo stati il primo Paese a volere dei sacerdoti a fianco degli atelti durante le Olimpiadi. La vostra attività sarà importante soprattutto nelle parrocchie, dove una volta crescevano dei veri campioni dello sport».
Il concetto è stato ribadito dall’onorevole Rocco Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport: «La parrocchia è un luogo fondamentale per la diffusione dei valori educativi dello sport: qui si impara la disciplina, il sacrificio e la sana competizione. Per quanto riguarda le scuole, il governo sosterrà la Fondazione nei suoi progetti sull’impiantistica sportiva». Don Mario Lusek, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale dello sport della Cei, anch’egli in partenza per le Olimpiadi come “cappellano degli azzurri”, ha promesso il sostegno della CEI a tutti i progetti di «rigenerazione della cultura attraverso lo sport» in cui la Fondazione sarà impegnata: «Speriamo che la maratona Gerusalemme Roma, “Correre sulle orme di San Paolo”, organizzata dalla Fondazione possa essere da esempio per la nascita di altre occasioni e luoghi educativi».
Il presidente della fondazione, Edio Costantini ha presentato la missione della Fondazione, ispirata al messaggio di Papa Wojtyla: «Vogliamo rilanciare la parola del Magistero della Chiesa nella pastorale per lo sport, prendendo spunto dal grande patrimonio lasciatoci da Giovanni Paolo II, secondo cui lo sport deve contribuire a dare le risposte alle domande profonde che le giovani generazioni hanno sulla vita. In una società schiava del mercantilismo la Fondazione vuole lanciare una campagna nazionale per promuovere lo sport nei luoghi educativi della parrocchia, affiché essi tornino ad affascinare ed attrarre i ragazzi». «Il messaggio di Papa Wojtyla sullo sport – ha detto monsignor Mazza – viene da una persona che praticava sport e conosceva non solo il suo valore etico, ma soprattutto la sua capacità di coinvolgimento per corpo, anima e spirito. La passione e l’attenzione di Papa Wojtyla per lo sport sta tutta in quei 120 interventi sullo sport fatti in 26 anni di pontificato. Giovanni Paolo II aveva compreso che nell’attività sportiva ne va dell’evoluzione della consapevolezza della persona e della possibilità di costruire una nuova forma di convivenza civile».
Questo impegno di formazione ed educazione ai valori della persona trasmessi dal Vangelo, si concretizza nell’organizzazione di un programma triennale di eventi sportivi sul territorio nazionale e internazionale, che la Fondazione “Giovanni Paolo II per lo sport” intende avviare in coincidenza con l’Anno Paolino. L’Apostolo delle Genti, nella prima Lettera ai Corinzi – rimarcando il forte legame tra Vangelo e i valori etici dello sport – descrive il cristiano come un atleta che corre verso il premio eterno di una «palma incorruttibile». E proprio a San Paolo è dedicata la più ambiziosa delle iniziative della Fondazione: Correre sulle orme di San Paolo, la maratona Gerusalemme-Roma che prenderà il via il 24 aprile 2009 e, dopo tre tappe in Terra Santa, una a Malta e sette in Italia(a Maggio a Reggio Calabria), si concluderà domenica 21 giugno a Roma, in piazza San Pietro. In quel giorno tra le braccia del colonnato verrà allestito il Villaggio dello sport: la piazza si trasformerà in un grande campo sportivo polivalente dove si potrà giocare a calcio balilla umano, calcio a 3, basket, pallavolo, ma anche suonare e danzare in gruppo. L’arrivo della “maratona paolina” sarà preparato dal simposio internazionale “I valori sociali ed educativi dello sport” che si svolgerà il 19 e il 20 giugno. Accanto ai grandi eventi, la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport si propone, già a partire dal 2008, un’intensa campagna nazionale di promozione dei luoghi educativi, attraverso la valorizzazione delle attività e dell’impiantistica sportive. Contentissimo anche il neo consigliere nazionale CSI Paolo Cicciù <oggi credo che il CSI rappresenta il punto di partenza per una nuova cultura sportiva, fondata sui valori che fanno dello sport uno strumento per la promozione dell’agio. E’ già in cantiere con l’amministrazione comunale di Reggio Calabria e il Coni un progetto che coinvolgerà anche la nascente fondazione per la valorizzazione,anche strutturale, degli Oratori presenti in Città. Tale progetto permetterà un rilancio della pastorale giovanile all’interno delle parrocchie che mira a proiettare Reggio tra le città pilota per la nascita di nuovi e significativi progetti che promuovano lo sport in oratorio come strumento di prevenzione >




